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Martedì 26 Settembre 2017 | 22:08

«La centrale di Cerano non inquina»

Enel smentisce i rilievi effettuati dall'Arpa Puglia sulla qualità dell'aria in territorio brindisino che rilevano invece una presenza di Pm10 adducibili a processi di combustione di carbone
BRINDISI - "Non c'è nessun nesso scientifico di causalità tra la presenza della Centrale 'Federico II' a Cerano e l'inquinamento atmosferico rilevato a Torchiarolo se non, eventualmente, in misura minima". Lo scrive in un comunicato Enel Puglia e Basilicata che cita a questo proposito le indagini effettuate qualche mese fa dal Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano (Cesi) di Milano per quel Comune. "Le reali sorgenti - continua Enel - sono pertanto di altra natura". Lo studio, inoltre, evidenzia che "frequentemente i picchi delle polveri non sono correlabili a condizioni di sottovento e a livelli di produzione della Centrale; infatti, molti superamenti sono stati registrati in condizioni di vento nelle quali il paese non può essere interessato dalle emissioni della Centrale".
Ieri il Dipartimento di Brindisi dell'Arpa, ha reso noti i risultati di una campagna di monitoraggio della qualità dell'aria condotta, su richiesta dell'assessorato regionale all'Ecologia, da dicembre fino a metà febbraio per valutare la rispondenza agli standard e la presenza di polveri sottili (Pm 10) ed altri agenti inquinanti a Torchiarolo e San Pietro Vernotico, cioè vicino alla Centrale di Cerano. Tale rilevazione è stata attuata con l'uso di laboratori mobili ulteriormente potenziati al fine di rilevare la presenza di Ipa e metalli pesanti, di ione potassio derivante dalla combustione di legna, di rifiuti e da quella del carbone delle centrali termoelettriche.

"I risultati delle rilevazioni - scriveva Arpa Puglia - dimostrano una crescita significativa del Pm 10 e di monossido di carbonio nelle aree a sud di Brindisi (compreso la provincia di Lecce) rispetto a quanto avviene nella città capoluogo e un'altrettanto significativa correlazione fra tale crescita e quella dello ione potassio. E' evidente - ha scritto l'Arpa - che questa preoccupante situazione potrebbe parzialmente essere conseguenza dell'attività delle centrali di Cerano. Inoltre nel caso di Torchiarolo viene dimostrata una sostanziale omogeneità fra le rilevazioni del laboratorio mobile e quelle della centralina fissa che porta a concludere come i valori di Pm 10 siano superiori a quelli di tutti gli altri della provincia di Brindisi a causa di sorgenti locali oggetto di analisi in corso e compatibili con la combustione di legna o simili". Enel ribadisce, invece "l'assoluta trasparenza del proprio operato, certificata da Istituto specializzato di fama internazionale e presentato alle Autorità locali e alla cittadinanza. L'indagine è recente - precisa - infatti, in collaborazione con il Comune, sono state installate da gennaio a marzo e successivamente per tutta l'estate 2006, due postazioni fisse, al centro e alla periferia del paese, più una terza in località Lendinuso ed una mobile, tutte per la misurazione del cosiddetto Pm10, le polveri sottili.

L'indagine - aggiunge la nota - ha confermato la presenza di sorgenti locali di polveri in alcune aree del paese, come dimostrano, tra l'altro, le analisi effettuate nelle più svariate condizioni metereologiche". Cesi, inoltre, ha rilevato "la presenza molto elevata di retene, un indicatore della combustione di vegetali, ovviamente del tutto estranei alla Centrale 'Federico II', che si trova in grande quantità proprio nelle zone dove maggiori sono i livelli di polverosità ambientale. I rilievi di Pm10 evidenziano, altresì - sostiene Enel - sostanziale disomogeneità sia con riferimento alla distribuzione territoriale della polverosità, con rialzi più frequenti in centro paese e sottovento ad esso, sia con riferimento a stagioni climatiche. Dette discontinuità, rispetto alla continuità produttiva alla Centrale, dimostrano l'esigenza di ricercare altrove le relative cause". Enel Ricerca ha, inoltre, condotto un ulteriore studio con l'adozione di una diversa metodologia rispetto a quella utilizzata dal Cesi pervenendo alle stesse conclusioni. Dai dati raccolti dall'analisi del Cesi emergono alcuni macrosettori responsabili dell'inquinamento nel Comune di Torchiarolo.
Dalle misure effettuate il macrosettore Combustione legno, Combustione vegetazione, Riscaldamento contribuiscono per il 30%, Trasporti contribuisce per il 25%, Agroalimentare per il 9%, Crostale/Terrigeno/Aerosol per il 9%, Particolato secondario per l'8%, Edilizio per il 5%, Chimico per il
4%, mentre il contributo medio del macrosettore Energia è di circa il 10%. Incidono mediamente per circa il 55% della polverosità ambientale. Enel riconferma "la propria disponibilità ad un'analisi congiunta con Arpa, Provincia, Assessorato Regionale all'Ecologia e Cesi dei dati fin qui registrati al fine di individuare le reali cause di tali superamenti e, ove necessario, ad approfondire le indagini".

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