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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 02:23

«La centrale Enel non inquina Torchiarolo»

È quanto emerso dalle indagini effettuate dal Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano di Milano per il comune brindisino. Le sorgenti del PM10 sarebbero altre
BRINDISI - Non c'è nessun nesso scientifico di causalità tra la presenza della Centrale «Federico II» a Cerano e l'inquinamento atmosferico rilevati a Torchiarolo se non, eventualmente, in misura minima. È quanto emerso dalle indagini effettuate qualche mese fa dal Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano (CESI) di Milano per il comune brindisino. Le reali sorgenti sono pertanto di altra natura. Lo studio, inoltre, evidenzia che frequentemente i picchi delle polveri non sono correlabili a condizioni di sottovento e a livelli di produzione della Centrale; infatti, molti superamenti sono stati registrati in condizioni di vento nelle quali il paese non può essere interessato dalle emissioni della Centrale. Enel ribadisce, quindi, l'assoluta trasparenza del proprio operato, certificata da Istituto specializzato di fama internazionale e presentato alle Autorità locali e alla cittadinanza. L'indagine è recente. Infatti, in collaborazione con il Comune, sono state installate da gennaio a marzo e successivamente per tutta l'estate 2006, due postazioni fisse, al centro e alla periferia del paese, più una terza in località Lendinuso ed una mobile, tutte per la misurazione del cosiddetto PM10, le polveri sottili. L'indagine ha confermato la presenza di sorgenti locali di polveri in alcune aree del paese, come dimostrano, tra l'altro, le analisi effettuate nelle più svariate condizioni metereologiche.
CESI, inoltre, ha rilevato la presenza molto elevata di retene, un indicatore della combustione di vegetali (ovviamente del tutto estranei alla Centrale «Federico II») che si trova in grande quantità proprio nelle zone dove maggiori sono i livelli di polverosità ambientale. I rilievi di PM10 evidenziano, altresì, sostanziale disomogeneità sia con riferimento alla distribuzione territoriale della polverosità, con rialzi più frequenti in centro paese e sottovento ad esso, sia con riferimento a stagioni climatiche. Dette discontinuità, rispetto alla continuità produttiva alla Centrale, dimostrano l'esigenza di ricercare altrove le relative cause. Enel Ricerca ha, inoltre, condotto un ulteriore studio con l'adozione di diversa metodologia rispetto a quella utilizzata dal CESI pervenendo alle stesse conclusioni. Dai dati raccolti dall'analisi del CESI emergono alcuni macrosettori responsabili dell'inquinamento nel Comune di Torchiarolo. Dalle misure effettuate il macrosettore «Combustione legno», «Combustione vegetazione», «Riscaldamento» contribuiscono per il 30%, «Trasporti» contribuisce per il 25%, «Agroalimentare» per il 9%, «Crostale/Terrigeno/Aerosol» per il 9%, «Particolato secondario»per l'8%, «Edilizio» per il 5%, «Chimico» per il 4%, mentre il contributo medio del macrosettore «Energia» è di circa il 10%. incidono mediamente per circa il 55% della polverosità ambientale. Enel riconferma la propria disponibilità ad un'analisi congiunta con ARPA, Provincia, Assessorato Regionale all'Ecologia e CESI dei dati fin qui registrati al fine di individuare le reali cause di tali superamenti e, ove necessario, ad approfondire le indagini.

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