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Sabato 23 Settembre 2017 | 13:01

Bari - Sesso in cambio di droga

I carabinieri hanno effettuato 12 arresti. veniva data droga alle donne solo se indossavano il perizoma e munite di fazzolettini di carta per essere pronte a consumare rapporti sessuali
BARI - 12 persone sono state arrestate dai carabinieri del Comando provinciale di Bari a Bisceglie nell'ambito di una indagine su una organizzazione di spacciatori operante nel nord barese. I militari coordinati dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Trani hanno eseguito stamane 12 provvedimenti restrittivi riguardanti i responsabili di una attività di spaccio ben radicata nella cittadina pugliese. Una delle caratteristiche dell'organizzazione era il rispetto di un decalogo, una copia del quale è stata trovata in una abitazione utilizzata dagli spacciatori, e sul quale erano contenute alcune «regole» da rispettare dopo aver acquistato gli stupefacenti. È emerso anche che le donne che volevano droga potevano ottenerla in cambio di prestazioni sessuali.
Nel locale adibito a «centrale» dello spaccio, le donne erano ammesse solo se indossavano il perizoma, e una volta usciti dalla stanza tutti dovevano «cucirsi la bocca». Erano questi due dei «10 comandamenti» degli spacciatori, firmati «la direzione, i 3 angioletti», scritti con un pennarello su di un foglio di carta ed affisso su un muro. Tra le regole da rispettare, quella di non dare fastidio, evitando di fare rumore, cosa che potrebbe indurre i vicini ad avvertire le forze dell'ordine e tenere le mani a posto, in considerazione che nella stanza veniva custodito sia lo stupefacente sia il ricavato. L'operazione dei carabinieri del Comando Provinciale, è stato l'epilogo di una lunga ed articolata attività d'indagine, denominata «New Paradise», avviata nel 2004 e culminata oggi con l'esecuzione di 12 ordinanze. Oltre al ritrovamento del «vademecum», i militari hanno rinvenuto delle foto ritraenti i diversi personaggi intenti ad innaffiare le piantagioni di marijuana e mentre confezionano lo stupefacente ed ancora di accertare che all'interno del locale stesso gli affiliati erano soliti consumare lo stupefacente per le esigenze personali e consumare anche rapporti sessuali con le donne del gruppo. Nei confronti di tre degli indagati, inoltre, vengono contestati anche i reati di concorso in lesioni personali aggravate e violenza privata, avendo gli stessi usato violenza nel costringere un loro assiduo «cliente» a ritirare la denuncia presentata presso i carabinieri, a seguito di un debito contratto per l'acquisto dello stupefacente e non onorato. La vittima, infatti, nella circostanza è stata picchiata selvaggiamente, a tal punto che la stessa ha rinunciato persino al ricorso alle cure sanitarie per timore di ulteriori e più gravi ritorsioni, come la minaccia d'incendio della propria abitazione.

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