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Sabato 23 Settembre 2017 | 02:28

Molfetta - Via al porto commerciale

Aggiudicata in via definitiva la gara d'appalto per la realizzazione della nuova struttura, finanziata anche con fondi statali, che amplierà lo scalo già esistente. La previsione della durata dei lavori è di 4 anni
Una panoramica di Molfetta BARI - La portualità adriatica commerciale della Puglia si prepara ad avere una marcia in più. È stata aggiudicata in via definitiva la gara d'appalto per la realizzazione del porto commerciale di Molfetta, una delle marinerie più antiche ed importanti d'Italia. Finanziato anche con fondi statali il mega-progetto di Molfetta prevede la realizzazione di una diga foranea, dei dragaggi del fondale marino, di opere infrastrutturali marittime e stradali e di un terminal Ro-Ro (road-road).
La Puglia è già dotata di porti di primo livello sull'Adriatico grazie alla sua predisposizione al mare: con i suoi 800 chilometri di coste e con la sua posizione geografica verso Oriente rappresenta il collegamento più ravvicinato con i Balcani e con l'Est europeo ed asiatico ed ha la sua importanza nelle rotte del Mediterraneo.
Molfetta ha già un porto commerciale, di seconda classe, con 8 scali di alaggio ed un pontile. Il progetto di ampliamento del porto rappresenta la principale opera mai realizzata nella città adriatica. È stato aggiudicato l'appalto integrato, che prevede il progetto esecutivo e la realizzazione dei lavori, alla Cooperativa muratori e cementisti (C.m.c.) di Ravenna, capogruppo di un'associazione temporanea di imprese composta anche da Società Italiana Dragaggi s.p.a. di Roma e dalla Impresa Pietro Cidonio s.p.a. di Roma.
L'Ati si è aggiudicato l'appalto con un'offerta di 55 milioni di euro rispetto ai circa 64 posti a base d'asta. L'iter è stato accompagnato però da polemiche e contenziosi. Il Tar ha però sempre dato ragione al Comune di Molfetta, che ha così potuto procedere all'aggiudicazione.
I lavori previsti dal mega-appalto solo la realizzazione di un secondo molo in continuità alla diga Salvucci già esistente, uno "sperone" (piccolo molo) collegato all'attuale molo San Vincenzo, il banchinamento della diga Salvucci, una banchina di riva per il traffico commerciale e le navi Ro-Ro (vale a dire che le merci sono a bordo dei camion che vengono caricati direttamente sulle navi anziché su container), una banchina destinata alla nautica minore, un piazzale per la movimentazione delle merci.
Una draga di grosse dimensioni provvederà ai lavori di scavo del sottosuolo marino necessari per favorire l'ingresso delle imbarcazioni nel bacino del porto e quindi per la navigabilità interna. Il porto sarà dotato anche di un centro servizi per lo svolgimento delle attività portuali e di alcuni capannoni per lo stoccaggio delle merci. Quanto alla viabilità, sono previste la costruzione di un ponte per il collegamento del porto con la zona industriale e una rete di viabilità interna al porto completa di
parcheggi e arredi. I lavori dureranno circa 4 anni.
L'ampliamento del porto di Molfetta porta la firma del senatore-sindaco Antonio Azzollini (Forza Italia). Parlamentare alla terza legislatura e presidente della Commissione Bilancio del Senato nella passata legislatura, Azzollini è stato eletto sindaco l'anno scorso a capo di una coalizione di centrodestra. I tasselli erano stati già posti prima perché in due leggi Finanziarie ed in un'altra legge contabile Molfetta aveva spuntato i capitoli di bilancio per la realizzazione della diga
foranea.
Molfetta ha ottenuto un cospicuo finanziamento statale, di 50 milioni di euro, per la realizzazione di quella che il suo senatore-sindaco ha definito «la più grande opera mai realizzata a Molfetta» e candidata a diventare «uno dei principali snodi logistici dell'Italia meridionale grazie al quale potremo accorciare le distanze commerciali con l'Europa dell'Est». Proprio sul mega-progetto del porto, Azzollini ha costruito la sua vittoria elettorale alle amministrative distribuendo il dvd con le animazioni tridimensionali della prevista infrastruttura portuale.
«Un iter talmente complesso da richiedere così tanti pareri che messe una sull'altra - ha rimarcato Azzollini - tutte le carte prodotte in questi anni formano una torre di 3 metri e sessanta centimetri».
«Proprio sull'Adriatico -ha aggiunto- la Puglia concentra gran parte della sua trazione portuale. Se Molfetta sublimerà la sua storia marinara con uno degli snodi principali dell'Italia meridionale non solo per i pescherecci ma anche per il traffico commerciale, la regione del "tacco dello Stivale" è già dotata di porti commerciali di prima classe come Manfredonia, Bari e Brindisi. Nel golfo di Manfredonia il porto, dotato di 5 scali di alaggio, ospita una flotta di oltre 500 imbarcazioni da pesca».
I porti di Bari e Brindisi hanno invece attitudini più marcatamente commerciali e mercantili, non limitate solo alla flotta per la pesca. Dall'Adriatico allo Jonio, la Puglia ha un altro pilastro della sua portualità a Taranto dove negli ultimi anni si registra una notevole crescita del traffico mercantile container.
La Puglia è dotata inoltre di una rete di altri porti e porticcioli commerciali. Anche sul versante turistico la Puglia intende rafforzare la sua infrastrutturazione portuale (Trani è tra i più noti). La Regione, in un piano presentato dall'assessore regionale Massimo Ostillio, entro il 2010 intende quasi raddoppiare i posti-barca, portandoli da 10 a 18 mila.

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