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Sabato 23 Settembre 2017 | 04:03

Foggia - Il sindaco ritira le dimissioni

Orazio Ciliberti (Centrosinistra) si era "disimpegnato" il 20 febbraio scorso, dopo una seduta del Consiglio comunale sciolta per mancanza del numero legale. Rilanciata l'azione politica
Foggia - Il sindaco Orazio Ciliberti FOGGIA - Il sindaco di Foggia Orazio Ciliberti ha ritirato questa mattina le dimissioni presentate lo scorso 20 febbraio, dopo una seduta di Consiglio comunale sciolta per mancanza del numero legale. «Le dimissioni sono state un atto politico importante e serio», ha detto il primo cittadino, annunciando alla stampa la decisione di tornare alla guida di Palazzo di città. «Il ritiro delle dimissioni - ha spiegato - segue al verificarsi di alcune condizioni che mi hanno consentito di riaprire
una linea di credito verso il Consiglio comunale, la Giunta e tutte le componenti della società cittadina che chiamo a collaborare affinché il percorso dei prossimi due anni di consiliatura sia aderente alle esigenze di rilancio dell'azione di governo e alle aspettative della comunità in cui rimane forte l'istanza di cambiamento».
Il sindaco ha ringraziato in particolare il presidente del Consiglio Lonigro per l'accelerazione impressa ai lavori dell'assise che ha licenziato, tra gli altri argomenti, numerosi regolamenti attivando importanti strumenti di partecipazione attiva, al vicesindaco Assunta Pinto e alla giunta per aver assicurato la continuità amministrativa durante la sua assenza e a tutti i
consiglieri comunali «che hanno partecipato a questa fase travagliata e difficile», offrendo il massimo impegno. Nel discorso del sindaco non sono mancati riferimenti alle polemiche definite «pretestuose» nate intorno alle sue dimissioni. «Non sono state dimissioni farsa, c'erano motivazioni personali, politiche, amministrative importanti", ha argomentato Ciliberti.
Rigettata anche l'accusa di aver posto sotto ricatto il Consiglio. «È un'osservazione che non risponde al vero - ha precisato - ho solo chiesto alla massima assemblea cittadina di attivarsi per licenziare atti fondamentali, lasciando libero il Consiglio di organizzarsi e decidere anche emendando alcuni provvedimenti», ha precisato.
Quanto alla decisione di non prendere parte agli ultimi due consigli comunali, gesto fortemente contestato dalla minoranza, Ciliberti ha così motivato: «ho ritenuto opportuno segnare la mia condizione di sindaco dimissionario con l'assenza da tutte le attività istituzionali. La mia presenza materiale e la mia funzionalità operativa sarebbero state una contraddizione».
Secondo il sindaco è ora arrivato il momento di pensare al futuro. «Nulla può essere più come prima», ha detto. "Negli ultimi due anni di consiliatura l'Amministrazione intende affrontare le quattro emergenze della città - ha spiegato Ciliberti - la sicurezza, con l'attivazione di un fronte comune delle istituzioni, la crisi economica e occupazionale, il disagio abitativo e i conti del Comune, le cui difficoltà finanziarie ereditate dal passato ed aggravatesi con l'ultima finanziaria porranno probabilmente la necessità di mettere mano alla fiscalità locale».
Ciliberti ha detto ancora di voler essere un sindaco più vicino ai cittadini. «Conto di disimpegnarmi dalla gestione per lavorare sul miglioramento del mio rapporto con la città che ho trascurato - ha sottolineato - è un'azione non finalizzata a recuperare consensi elettoralistici, ma ad infondere nei cittadini fiducia e aiutarli a ristabilire una relazione serena e un dialogo meno conflittuale con il Palazzo. Questa nuova fase politica - ha concluso - deve essere sostenuta da un clima di pacificazione con la città». Ciliberti ha promesso massima collaborazione con la struttura dirigenziale e con i consiglieri comunali e circoscrizionali e maggiore coesione e unità della coalizione di centrosinistra.

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