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Domenica 24 Settembre 2017 | 08:39

Ambiente - Un accordo di programma in Puglia. Vendola: «per contrastare l'illegalità»

«Questo accordo ci aiuta a guadagnare un'idea della legalità che deve emanciparsi progressivamente dal suo limite di retorica, in un quadro comprensibile di norme»
BARI - E' stato firmato oggi un accordo di programma quadro tra la Regione Puglia ed i comandi regionali delle forze dell'ordine in materia di tutela ambientale. Il documento è stato siglato dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, dall'assessore regionale all'ambiente, Michele Losappio, dal comandante regionale Puglia della guardia di finanza, gen.Luciano Inguaggiato, dal comandante nazionale del Nucleo tutela ambientale (Noe) dei carabinieri, gen.Umberto Pinotti, dal comandante regionale vicario per la Puglia del Corpo Forestale dello Stato, Antonio Porcelli, dal direttore generale dell'Arpa Puglia, Giorgio Assennato, e dal direttore dell'Istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Roberto Passino.

VENDOLA: BISOGNA CONTRASTARE L'ILLEGALITA' DIFFUSA
«Avviamo una sinergia interistituzionale strategica con un protocollo d'intesa sull'ambiente che ci consente di fare un grande passo in avanti in un settore decisivo della nostra vita». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, presentando l'accordo di programma quadro tra la Regione ed i comandi regionali delle forze dell'ordine in materia di tutela ambientale.
«Questo accordo ci aiuta a guadagnare un'idea della legalità che deve emanciparsi progressivamente dal suo limite di retorica ed assumere - ha sottolineato - un quadro comprensibile di norme, al cui centro devono esserci beni comuni fondamentali come la salvaguardia degli ecosistemi, la protezione dall'inquinamento ambientale ed i modelli di sviluppo tecnologicamente sostenibili. Un territorio, quello pugliese, in cui si è pensato che si potesse portare attività economiche o abitazioni anche laddove la natura chiedeva di essere rispettata: nell'alveo dei fiumi, nelle lame, nelle gravine è segno di una sciatteria che le comunità rischiano di pagare in maniera drammatica».
«Ecco perchè - ha spiegato Vendola - abbiamo la necessità di ricostruire questo quadri di regole e di rimettere al centro il diritto ad un ambiente sano ed integro. Abbiamo il dovere di rendere le attività repressive sempre più mirate ed intelligenti. Non abbiamo da contrastare tanto il protagonismo di grandi gruppi della criminalità organizzata ma bisogna sempre essere molto sagaci nell'avvertire qualunque segnale, soprattutto rispetto ai cicli più delicati e complessi come quello dei rifiuti che per le dimensioni del business che propone si presta molto ad essere una delle frontiere più importanti per l'allocazione delle risorse criminali».
«Abbiamo una prospettiva d'intevento strategico - ha ricordato - in questo campo ma il problema più importante è il contrasto all'illegalità diffusa, che nell'ambito di alcuni fenomeni come l'abusivismo edilizio può procurare un danno di proporzioni terribili per il territorio. Contro tutto questo mettiamo in campo un attività repressiva frutto di una sinergia interistituzionale strategica. Grazie a questo modello, che potrà essere applicato efficacemente anche ad altri settori della pubblica amministrazione - ha concluso Vendola - più sarà comprensibile la rete dei controlli e più questi guadagneranno dal punto di vista dell'arricchimento tecnologico e della informatizzazione, più la capacità di monitorare dovrebbe bonificare le tendenze sporche del degrado corruttivo nelle amministrazioni pubbliche».

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