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Giovedì 21 Settembre 2017 | 21:42

Economia a mano armata

Intimidazioni, fucilate, bombe, una serie di intimidazioni compiute nel 2002 e che sarebbero in relazione con l'apertura di un centro commerciale a Cavallino, piccolo comune salentino, hanno portato i carabinieri del Ros di Lecce a effettuare 5 arresti. La mente del gruppo sarebbe Roberto Baldassarre, ex assessore comunale di Cavallino e fratello del consigliere regionale di Forza Italia Raffaele Baldassarre
LECCE - Una serie di intimidazioni per cercare di condizionare le politiche di sviluppo nel comune leccese di Cavallino, in particolare per realizzare un centro commerciale nell'area Pip alle porte di Lecce. È quanto sarebbe accaduto a Cavallino nel 2002 ed emerso dalle dichiarazioni di un pentito della criminalità organizzata salentina, Roberto Capoccia, collaboratore di giustizia dal 2005. L'indagine condotta dai carabinieri del Ros di Lecce è sfociata oggi in cinque arresti su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Lecce Ercole Aprile, e richiesta dal sostituto procuratore della Dda di Lecce Francesca Miglietta.
Tra gli arrestati c'è Roberto Baldassarre, di 45 anni, di Cavallino, ex consigliere comunale di maggioranza di una lista civica, all'epoca dei fatti assessore al Bilancio di una giunta di centrodestra. Roberto Baldassarre è fratello del consigliere regionale pugliese di Forza Italia e consigliere provinciale di Lecce Raffaele ed è ritenuto dagli inquirenti la mente organizzativa del gruppo.
Secondo quanto accertato dai carabinieri, gli attentati sarebbero stati compiuti dal gruppo criminale, che faceva capo a Roberto Capoccia, per far sì che Baldassarre concorresse da solo all'acquisizione e alla realizzazione, nella zona commerciale di Cavallino, di una stazione di rifornimento di carburanti. Sei gli attentati contestati dagli inquirenti, tra cui quello dinamitardo contro l'abitazione dell'imprenditore locale Tommaso Ricchiuto, e alcuni colpi di fucile sparati contro Ricchiuto e sua figlia mentre i due uscivano da un ristorante.
«Conosco mio fratello da 44 anni - ha dichiarato in una nota il consigliere regionale Raffaele Baldassarre - e mi è molto difficile immaginarlo responsabile dei gravi ed infamanti reati che gli vengono attribuiti e a cui si è sempre dichiarato completamente estraneo. Come fratello non posso non credergli, come esponente delle istituzioni mi auguro che la magistratura faccia chiarezza valutando con obiettività». «Capisco che l'arresto del fratello di un esponente politico diventi una notizia nella notizia - ha aggiunto Raffaele Baldassarre - ma non accetto e non accetterò in alcun modo che il mio partito e il mio ruolo politico vengano messi in relazione con questa vicenda ancora tutta da chiarire».

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