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Sabato 23 Settembre 2017 | 14:58

Riesame deciderà su beni Fitto e Angelucci

Il sequestro fu disposto l'anno scorso nell'ambito di un'indagine su un finanziamento elettorale di 500mila euro ricevuto dal deputato di Fi, ma che i pm ritengono sia una tangente per un appalto
BARI - Il tribunale del Riesame di Bari si e' riservato di decidere, dopo l'udienza di oggi, sull'appello della procura contro l'ordinanza del gip che il 2 agosto scorso revocò il provvedimento di sequestro dei beni personali emesso il 20 giugno 2006 nei confronti del deputato di Forza Italia, Raffaele Fitto, e dell'imprenditore ed editore romano Giampaolo Angelucci. Ai due, sempre in giugno, fu notificato anche un provvedimento di arresti domiciliari (anche questo poi revocato dal gip), che nei confronti di Fitto non fu mai eseguito essendo egli un parlamentare.
Nel corso dell'udienza l'accusa ha ribadito che è necessario sequestrare i beni personali di Fitto ed Angelucci; la difesa ha invece sostenuto che il presunto provento dell'affare illecito, pari a 55 milioni di euro, è già sotto sequestro.
Arresti e sequestri erano stati disposti nell'ambito di un'indagine su un finanziamento elettorale di 500mila euro ricevuto da Fitto, ma che dai magistrati era ritenuto una tangente per un appalto assegnato al Consorzio San Raffaele quando l'esponente di Fi era presidente della Regione Puglia. La richiesta di arresti, il 19 luglio, era stata però respinta dalla Camera. Per il 12 marzo prossimo è fissata davanti al Riesame la discussione dell'appello presentato dai legali di società del gruppo Tosinvest (di proprietà della famiglia Angelucci) che chiedono il dissequestro della somma di circa 55 milioni sequestrata nel procedimento sulle persone giuridiche.

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