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Venerdì 22 Settembre 2017 | 08:28

Fini da Bari: per Calipari non fummo acquiescenti con gli Usa

«Vivemmo quel momento tragico sia per il dolore sia perché era evidente che si era trattato di un incidente colposo. Per imperizia, per paura un soldato statunitense sparò all'automobile di Calipari senza che ce ne fosse effettiva necessità»
BARI - ''Non ci vengano a dire oggi che noi fummo acquiescenti perché non lo fummo affatto. Chiedemmo e ottenemmo una commissione di indagine congiunta e la ottenemmo, ve lo assicuro, unicamente perché eravamo un governo amico ma alla fine giungemmo a due conclusioni diverse: per gli americani non c'era alcuna responsabilità, io dissi invece al mio collega statunitense che quella ricostruzione non rispondeva a verità". Lo ha detto il presidente di An Gianfranco Fini, rispondendo ad una domanda del direttore del «Mattino» Mario Orfeo sulle dichiarazioni fatte oggi dal ministro degli Esteri Massimo D'Alema a proposito della vicenda Calipari. Fini ne ha parlato a Bari concludendo la manifestazione di due giorni organizzata da An sul Sud.
"Vivemmo quel momento tragico - ha detto Fini - sia per il dolore sia perché era evidente che si era trattato di un incidente colposo. Per imperizia, per paura un soldato statunitense sparò all'automobile di Calipari senza che ce ne fosse effettiva necessità".
"Oggi io lezioni dalla sinistra non ne accetto, perché allora noi sentimmo di avere due doveri: il primo tenere fede all'alleanza, il secondo tutelare la nostra dignità nazionale. Era chiaro a tutti - ha concluso l'ex ministro degli Esteri - ma questo è un altro discorso, che gli Usa non avrebbero dato l'estradizione perché c'era una divergenza di opinioni".

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