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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 06:05

Brindisi - «Fermate il rigassificatore»

E' l'invito che il Ministero dell'Ambiente, considerando illegittima l'autorizzazione concessa dal governo Berlusconi all'impianto di Brindisi, gira al Ministero dello Sviluppo
ROMA - L'autorizzazione al rigassificatore di Brindisi concessa dal governo Berlusconi è illegittima e va annullata. E' questo l'ìnvito che il ministero dell'Ambiente, a firma del direttore generale per la Salvaguardia Ambientale, Bruno Agricola, gira al ministero dello Sviluppo sollecitandolo a predisporre il decreto di annullamento da sottoporre alla ratifica della Conferenza di Servizi, già dal prossimo 7 marzo. I tecnici del dicastero 'verdè puntano infatti il dito contro la non corretta applicazione della direttiva Seveso sulla consultazione popolare i cui termini non sarebbero stati rispettati. Il Ministero dell'Ambiente - si legge nella nota- ritiene che il decreto n. 17032 del 21.01.2003 con il quale si autorizzò il terminale di rigassificazione di Brindisi può essere annullato in quanto illegittimo e invita il Ministero dello Sviluppo Economico, quale Amministrazione che nel 2001 adottò il provvedimento, effettuate le proprie valutazioni discrezionali, a predisporre il decreto di annullamento, d'intesa con il Ministero dell'Ambiente, al fine di poterne chiedere la ratifica nella Conferenza di Servizi del prossimo 7 marzo che deve avere carattere decisorio. Tra i motivi di illegittimità - prosegue la nota- nella lettera della direzione del Ministero dell'Ambiente si ricorda in primo luogo "la non corretta applicazione della direttiva 96/82/CE
(Seveso), sotto il profilo della consultazione della popolazione, in quanto tale adempimento doveva essere espletato prima della conclusione dell'iter autorizzativo. Adempimento di competenza del CTR Puglia - si ricorda ancora nella lettera del direttore generale del Ministero dell'Ambiente -, ma che poteva ben essere richiesto e posto in essere a cura di codesta Amministrazione, anche dopo la Conferenza di Servizi decisoria e prima dell'adozione del provvedimento definitivo, alla stesura del quale la scrivente Direzione non è, come noto, mai stata chiamata a partecipare".

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