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Giovedì 21 Settembre 2017 | 19:46

Armi ed esplosivo trovati nel Barese

Gli arrestati sono due pregiudicati andriesi legati a clan malavitosi cittadini: nelle loro abitazioni sono state trovate armi (corte e lunghe), munizioni, materiale esplosivo
ANDRIA (BARI) - Un'operazione e' stata compiuta dalla polizia nel nord barese contro la criminalità organizzata: sono stati fatti arresti, perquisizioni e un ingente sequestro di armi ed esplosivo.
Gli arrestati sono due pregiudicati andriesi legati a clan malavitosi cittadini: nelle loro abitazioni sono state trovate - a quanto è stato reso noto - armi (corte e lunghe), munizioni, materiale esplosivo.
L'operazione è stata compiuta da agenti della squadra mobile della questura di Bari e dei commissariati di Andria e Barletta, con il supporto operativo di equipaggi del reparto Prevenzione Crimine Puglia. Sono state complessivamente eseguite venti perquisizioni domiciliari a pregiudicati residenti nei Comuni di Andria, Barletta e zone limitrofe.
Tra gli episodi più gravi compiuti ad Andria negli ultime i dieci giorni vi è la manomissione delll'impianto a gas per il riscaldamento del Municipio. Il sabotaggio - scoperto per una telefonata anonima - era tale che, secondo i tecnici, avrebbe potuto provocare un'esplosione quando uno dei dipendenti del Comune avesse tentato di accendere la luce elettrica.
Le due persone arrestate sono Giuseppe Colia, di 29 anni, con numerosi precedenti penali, anche per associazione per delinquere, e Emanuele Sgaramella, di 61, anche lui con precedenti penali. Quest'ultimo è cugino di Riccardo Scaramella, arrestato dalla polizia una decina di giorni fa a Vicenza, e considerato dagli investigatori uno dei boss della città.
Gli agenti hanno trovato e sequestrato a Sgaramella un vero e proprio arsenale che comprendeva, tra l'altro, una mina antiuomo, bombe a mano, tre revolver, due pistole semiautomatiche, due fucili e circa 200 cartucce. Pistola e munizioni sono state trovate anche a Colia.
Gli agenti hanno inoltre trovato tra le armi e le munizioni, e hanno sequestrato, un quadro datato fine dell'Ottocento, secondo gli esperti di pregevole fattura: sulla provenienza del dipinto sono in corso accertamenti.

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