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Sabato 23 Settembre 2017 | 05:55

Antonino sul rigassificatore di Brindisi: «parlerò...»

Antonino si ritiene un «capro espiatorio», e dice di essere stato tenuto «all'oscuro dei rapporti veramente importanti e delle trame intessute alle sue spalle, facendogli elargire ogni tanto delle mance
Giovanni Antonino ex sindaco BrindisiBRINDISI - «Ho finalmente deciso di varcare il Rubicone, assumendomi le mie responsabilità ma non tacendo più quelle degli altri». Si conclude così una lunga lettera dell'ex sindaco di Brindisi Giovanni Antonino, arrestato nell'ambito dell'inchiesta su una presunta tangente pagata per la realizzazione del rigassificatore British Gas nel capoluogo brindisino. La lettera è stata inviata al quotidiano brindisino «Senza Colonne» che l'ha pubblicata oggi.
Antonino - che è stato alla guida di una giunta di centrosinistra al Comune di Brindisi sino al 2003, anno del suo primo arresto - ipotizza nella lettera alcuni retroscena nella vicenda giudiziaria che lo riguarda e suggerisce che comunque l'inchiesta, colpendo lui, lasci inalterato "il sistema che consente, quando addirittura non agevola, la commissione di singoli reati".
Antonino si ritiene un «capro espiatorio», e dice di essere stato tenuto «all'oscuro dei rapporti veramente importanti e delle trame intessute alle sue spalle, facendogli elargire ogni tanto delle mance, il più delle volte sotto forma di contributi elettorali».
«Come è potuto accadere che il mio potere, esercitato per ben sei anni alla luce del sole e con maggioranze di segno contrapposto, non abbia trovato - si chiede Antonino - un limite, un contrappeso, un confine diverso dall'azione dei pubblici ministeri?. Dietro la scoperta esuberanza di Antonino - ipotizza l'ex sindaco - si celavano ben altri poteri ed interessi, così occulti che anche lui non è riuscito a percepirli e che hanno deciso di staccare la spina quando hanno intravisto il pericolo che il ragazzo si allargasse troppo, fino a metterli in discussione?».
Brindisi, secondo Antonino , «è la città delle grandi famiglie, del regno delle consorterie e delle lobbies che in un certo momento della sua storia ha deciso di aprire le porte dei suoi salotti al ragazzo di bottega che portava in dote un grande consenso popolare, dandogli la illusoria sensazione di essere lui il dominus, il novello principe, l'homo novus, e poi scaricandolo, non prima di avergli fatto assumere con spocchiosa baldanza le decisioni economicamente più rilevanti degli ultimi vent'anni. Purtroppo - conclude - non è solo con le rivelazioni di Antonino che quel sistema occulto potrà essere definitivamente spazzato via, anche se io ho finalmente deciso di prendere il coraggio a due mani».

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