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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 00:40

Bari - Lavoratori in nero chiamano i Cc

Tra le imprese irregolari scoperte denunciato a Locorotondo l'amministratore unico di una 'srl' del settore sartoriale che per cinque anni non ha versato contributi per 876mila euro
BARI - Lavoro «in nero», trattenute sulle buste paga mai versate agli enti previdenziali e assistenziali e violazione delle norme a tutela della salute dei lavoratori: sono le irregolarità accertate dai carabinieri del Nil (Nucleo ispettorato lavoro) di Bari durante controlli in aziende della provincia. A chiedere il loro intervento sono stati questa volta proprio i lavoratori in nero.
A Trani sono state elevate sanzioni amministrative alla titolare di un'azienda calzaturiera che aveva avviato al lavoro in nero due adolescenti, mentre sei dei 13 dipendenti, che lavoravano dal 2001, non risultavano iscritti nei libri contabili. All'imprenditrice è stata elevata una sanzione amministrativa di 461mila euro, pari a 2.956 giornate lavorative, mentre i contributi previdenziali evasi ammontano a 100mila euro.
A Conversano ad un imprenditore edile sono state contestate sanzioni per aver omesso di nominare il medico competente in base alla legge 626 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e per non aver tenuto conto delle capacità dei dipendenti in rapporto alle loro condizioni di salute, non segnalandolo al medico del lavoro. A Barletta l'amministratore unico di una ditta di spedizioni non aveva versato ritenute previdenziali per 22.500 euro nel periodo gennaio 2004-aprile 2006. A Locorotondo l'amministratore unico di una 'srl' del settore sartoriale per cinque anni non ha versato ritenute previdenziali per 370mila euro e contributi per 876mila euro.

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