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Sabato 23 Settembre 2017 | 07:51

Dalla sede centrale di Lecce un "cervellone" sorveglierà il clima

Dopo una lunga gestazione burocratica (la delibera Cipe che lo istituì risale al 1999), diventa operativo il Centro Euro Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (Cmcc), primo istituto in Europa interamente dedicato allo studio del clima e dei suoi impatti nellarea del Mediterraneo. Le altre sedi a Bologna, Venezia, Sassari e Capua
ROMA - Dopo una lunga gestazione burocratica, diventa operativo il Centro Euro Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (Cmcc), primo istituto in Europa interamente dedicato allo studio del clima e dei suoi impatti nell'area del Mediterraneo. Grazie a dei supercomputer, saranno simulati con grande dettaglio gli scenari dei Paesi mediterranei nei prossimi decenni, studiando i conseguenti impatti sull' ambiente e sull' economia in generale, dagli ecosistemi marini e terrestri, all'agricoltura, le zone costiere e la salute.
Il centro, che ha sede centrale a Lecce e sedi a Bologna, Venezia, Sassari e Capua, nasce con una delibera del Cipe nel 1999 e un cofinanziamento dei tre ministeri dell'Ambiente, dell'Università e Ricerca e dell'Economia di 27 milioni di euro (su un investimento complessivo di 39 milioni).
"Ci sarebbe piaciuto che le grandi istituzioni scientifiche cooperassero insieme per creare questa infrastruttura - osserva Corrado Clini, direttore generale del ministero dell'Ambiente - ma non è stato possibile per le diverse vedute e strategie degli organismi: siamo dunque passati alla procedura di gara pubblica". Ne è uscito vincitore il consorzio formato dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), la Fondazione Eni Enrico Mattei (Feem), l'Università del Salento, il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (Cira) e il Consorzio Venezia Ricerche (Cvr); sono inoltre associati l'Università di Sassari e il Consorzio Spaci.

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