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Martedì 26 Settembre 2017 | 18:33

Con la «SìTav» al via la Bari-Napoli

Una nuova linea ferroviaria «che ponga fine alla separatezza tra Adriatico e Tirreno». L'annuncio del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola
BARI - Nasce in Puglia un «Comitato SìTav» di concerto con le associazioni ambientaliste per la realizzazione della linea ferroviaria veloce Bari- Napoli che ponga fine alla separatezza tra Adriatico e Tirreno». Lo ha annunciato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, all'assemblea programmatica di Confindustria Bari, tenuta alla presenza, tra gli altri, del segretario Ds, Piero Fassino.
La nuova linea ferroviaria è, per Vendola, «un'opera fondamentale che, insieme alla rete di interconnessione portuale della nostra regione, può rappresentare il vero trampolino di lancio in Europa di una Puglia più che mai al centro del Mediterraneo».

OCCORRE NUOVA CULTURA CLASSE DIRIGENTE
«Occorre costruire una nuova cultura di classe dirigente, ma soprattutto occorre non avere più paura del mondo. Dobbiamo osare e superare le fragilità del nostro sistema produttivo, molte delle quali di natura psicologica». Così il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha aperto il suo intervento all'assemblea programmatica di Confindustria Bari.
Vendola ha detto anche che «la seconda fragilità del nostro sistema economico è la scarsa propensione all'innovazione, che al contrario è l'unico strumento valido per salvarci dalla globalizzazione feroce». Ha aggiunto che «in terzo luogo è necessario superare la struttura eccessivamente pulviscolare delle nostre imprese, attraverso processi di crescita non solo qualitativa ma anche sotto il profilo dimensionale attraverso la creazione di reti e distretti industriali, come quello che sta per nascere qui a Bari con la meccatronica».
Il presidente della Regione ha anche fatto cenno ai problemi legati ai tentativi della malavita di condizionare lo sviluppo dei territori: «Qui in Puglia - ha sottolineato - non esiste il fenomeno della criminalità organizzata all'interno della pubblica amministrazione, un fattore questo che ci deve porre come modello per tutto il Mezzogiorno».

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