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Martedì 26 Settembre 2017 | 09:33

Un ponte di sviluppo tra Bari e la Tunisia

Siglato all'Istituto agronomico mediterraneo un accordo di cooperazione per realizzare una filiera di vivaismo frutticolo ed il relativo programma di certificazione genetica e sanitaria
BARI - Una rete sempre più fitta di relazioni che possa permettere di reggere quando la pressione dei cambiamenti climatici renderà ancora più difficile la produzione agricola nel bacino mediterraneo. C'è anche questo alla base della firma del protocollo d'intesa tra il ministero dell'Agricoltura della Tunisia e l'Istituto agronomico mediterraneo di Bari. L'accordo di cooperazione, siglato tra il ministro dell'Agricoltura e delle Risorse Idriche della Tunisia, Mohamed Habib Haddad e il direttore dell'Istituto Cosimo Lacirignola è avvenuto alla presenza dell'assessore all'Agricoltura della Regione Puglia, Enzo Russo e l'ambasciatore tunisino in Italia, Habib Mansour, prevede che nell'arco di tre anni lo Iam fornirà al governo tunisino l'assistenza tecnica necessaria per realizzare una filiera di vivaismo frutticolo ed il relativo programma di certificazione genetica e sanitaria.

«Ci affacciamo sullo stesso mare - ha sottolineato Cosimo Lacirignola - abbiamo in comune lo stesso modello di dieta mediterranea, come patrimonio condiviso, è quasi naturale seguire protocolli di sviluppo unitari».
«Sulla spinta dei cambiamenti climatici - ha spiegato il ministro Mohamed Habib Haddad - stiamo attivando processi di collaborazione che possano facilitare iniziative reciproche finalizzate a migliorare le politiche produttive».

Le azioni innovative previste dal progetto appena sottoscritto avranno carattere di interventi pilota, localizzati in aree a potenziale sviluppo e riproducibilità. La filiera avrà come fulcro operativo il centro di Mornag, che provvederà alla premoltiplicazione del materiale vivaistico ed al suo controllo sanitario. La certificazione sarà fornita da un apposito servizio che sarà istituito nell'ambito del ministero dell'Agricoltura tunisino. Il risultato sarà la possibilità di sostituire gradualmente gli attuali frutteti con nuovi impianti, che utilizzeranno il materiale vivaistico certificato e adotteranno i metodi di coltivazione integrata e biologica.
L'Istituto agronomico mediterraneo fornirà al governo tunisino aiuto istituzionale per adeguare la disciplina giuridica e realizzare le strutture ed i servizi che dovranno gestire il programma nazionale di certificazione dei prodotti vivaistici ed assicurare il controllo sanitario sui materiali di propagazione. L'Istituto, inoltre, fornirà al ministero dell'Agricoltura tunisino l'aiuto istituzionale necessario per rafforzare la direzione delle produzioni vegetali, che avrà il compito di migliorare le produzioni dell'uva da tavola e del carciofo, prodotti la cui maturazione in Tunisia avviene in anticipo rispetto a quanto avviene in Italia. Per quanto riguarda in particolare il carciofo, alcuni imprenditori italiani hanno dichiarato al governo di Tunisi il loro interesse a partnership con agricoltori tunisini per produrre, col metodo biologico, carciofi della varietà «romanesco». R. Sche.

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