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Venerdì 22 Settembre 2017 | 12:03

Taranto - Inquinamento e infortuni, condannati i vertici dell'Ilva

In primo grado, la pena più severa è stata inflitta al presidente del cda del gruppo, Emilio Riva, che dovrà scontare 3 anni di reclusione; 2 anni e 8 mesi di reclusione al direttore dello stabilimento siderurgico, Luigi Capogrosso; un anno e sei mesi al figlio di Emilio Riva, Claudio; 6 mesi e 15 giorni all'ex dirigente del reparto cokerie, Roberto Penza
TARANTO - Quattro condanne sono state inflitte dal giudice monocratico del tribunale di Taranto Martino Rosati al termine del processo per l'inquinamento atmosferico prodotto sulla città dalle grandi industrie Ilva e Agip. La pena più severa è stata inflitta al presidente del consiglio di amministrazione del gruppo Riva, Emilio Riva, proprietario dell'Ilva, che dovrà scontare tre anni di reclusione.
Due anni e otto mesi di reclusione sono stati inflitti al direttore dello stabilimento Ilva di Taranto, Luigi Capogrosso; un anno e sei mesi al figlio di Emilio Riva, Claudio, e sei mesi e 15 giorni di reclusione all'ex dirigente del reparto cokerie dell'Ilva, Roberto Penza. Il giudice ha invece dichiarato prescritti i reati a carico di due ex dirigenti dell'Agip, Domenico Elefante e Alfredo Moroni, che si erano dimessi dai rispettivi incarichi alcuni anni fa.
Tutti gli imputati rispondevano di omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro, getto pericoloso di cose, violazione di norme antinquinamento e danneggiamento aggravato di beni pubblici.
Emilio Riva e Luigi Capogrosso sono stati anche interdetti dall'attività industriale e dichiarati incapaci di contrattare con la pubblica amministrazione per il tempo delle pene detentive inflitte. I quattro imputati dell'Ilva sono stati invece assolti da una violazione di una norma antinquinamento punibile con una contravvenzione perchè nel frattempo è cambiata la normativa.

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