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Martedì 26 Settembre 2017 | 05:50

Capitanata - Chieste 13 condanne

Nell'ambito del processo "stralcio" con rito abbreviato ad altrettanti presunti aderenti ad un'associazione mafiosa finalizzata al traffico di droga. Un'altra ventina di imputati è attualmente a giudizio, con rito ordinario, dinanzi la Corte d'assise di Foggia ed è contestato anche il duplice omicidio premeditato e l'occultamento dei cadaveri di Matteo e Michele Russo (assassinati ad Apricena il 2 novembre 2001)
BARI - Tredici condanne a pene comprese tra i quattro e i nove anni di reclusione sono state chieste dalla pubblica accusa al processo "stralcio" con rito abbreviato ad altrettanti presunti aderenti all'associazione mafiosa finalizzata al traffico di droga capeggiata da Vincenzo Padula, attiva ad Apricena (Foggia) tra il 2002 e il 2003. Le richieste di pena, sulle quali deciderà il gup Anna Rosa De Palo, sono state avanzate dal pm inquirente della Dda, Domenico Seccia.
Un'altra ventina di imputati è attualmente a giudizio, con rito ordinario, dinanzi la Corte d'assise di Foggia perchè nel procedimento, oltre alla detenzione di armi, alle estorsioni, ai furti e allo spaccio di droga, è contestato il duplice omicidio premeditato e l'occultamento dei cadaveri di Matteo e Michele Russo (assassinati ad Apricena il 2 novembre 2001).
La pena più alta è stata chiesta per Giovanni De Cato, di 30 anni; otto anni per Mario Cursio e Michele Martino, di 46, e per Cataldo Zimotti, di 36; sette anni per Gennaro Giovanditto, di 33, Nicola Gramone, di 39, e Michele Antonio Orciulo, di 42; sei anni per Antonio Cursio, di 49, Domenico Della Fazia, di 54, e Francesco Lauriola, di 41; quattro anni per Maria Domenica D'Orfeo, di 38, Matteo La Pietra, di 47, e Luigi Settanni, di 44.

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