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Domenica 24 Settembre 2017 | 03:33

Inquinarono la Murgia, vicini a prescrizione

Il pm ha chiesto per i due ex amministratori di Tersan Puglia la condanna per violazione delle norme sul trattamento e smaltimento dei rifiuti, ma i tempi stringono
• Rigassificatore - «La Lng bonifichi»
MODUGNO (BARI) - Tre anni dopo la sentenza di primo grado, annullata con rinvio due anni fa per motivi procedurali dalla Corte d'appello, la procura di Bari ha riformulato le richieste di condanna nei confronti dei due amministratori unici della Tersan Puglia e sud Italia, l'azienda con sede a Modugno (Bari) autorizzata alla produzione di fertilizzanti per l'agricoltura ottenuti mediante il trattamento di fanghi provenienti da depuratori pubblici.
Il pm inquirente, Renato Nitti, ha chiesto oggi al giudice di Modugno, Michele Prencipe, di condannare gli imputati alla stessa pena irrogata dal giudice di primo grado il 23 febbraio 2004: un anno e due mesi per Silvestro Delle Foglie, di 65 anni, e sette mesi per sua moglie, Sabina Cirone, di 64, oltre all'interdizione per entrambi dagli uffici direttivi delle persone giuridiche, delle imprese e dal commercio per tutta la durata della pena. I due furono riconosciuti colpevoli di violazione delle norme sul trattamento e sullo smaltimento dei rifiuti, di quelle sull'inquinamento atmosferico e di frode nell'esercizio del commercio.

La Tersan è la stessa società coinvolta nell'indagine avviata nel settembre 2003 dalla Procura di Bari dopo la scoperta di fanghi e rifiuti su ampie aree della Murgia barese; rifiuti, anche speciali, che furono trovati su due aree estese per complessivi 300 ettari in località Cervoni, nelle campagne di Altamura, e in località Finocchio, nel territorio di Gravina in Puglia.
Al processo - la cui sentenza è prevista per il 22 o il 23 febbraio prossimi - sono costituite 17 parti civili: si tratta degli abitanti di villette che si trovano nel «villaggio paradiso» in località «Campolieto», a Modugno, che si ritengono danneggiati dalle emissioni inquinanti della Tersan.
In sostanza, Delle Foglie e Cirone, il primo amministratore unico della Tersan fino al 20 ottobre '99, l'altra dallo stesso giorno fino al termine delle indagini, sono accusati di aver trattato fanghi che, in base all'autorizzazione ricevuta dalla Provincia di Bari, non avrebbero potuto trattare perché contenenti metalli pensanti (cadmio, cromo, zinco ed altro); secondo l'accusa, avrebbero mescolato i fanghi ai rifiuti solidi urbani triturati ricevuti e avrebbero smaltito il tutto su terreni di proprietà della Tersan a Mariotto, ex frazione di Bitonto (Bari); viene contestata inoltre, la produzione di un compost destinato allo smaltimento che, invece - ritiene di aver accertato l'accusa - veniva venduto e utilizzato per uso agricolo e per l'agricoltura biologica. L'ultima accusa è di aver prodotto emissioni inquinanti. I fatti contestati fanno riferimento al periodo compreso tra settembre '98 e novembre 2003: la maggior parte dei reati si prescriverà prima della fine del 2007, altri entro il 2009, prima quindi che possa intervenire una sentenza definitiva.

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