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Domenica 24 Settembre 2017 | 14:07

Tolleranza zero contro infibulazione

Da martedì 6 febbraio anche a Bari una serie di iniziative. «L'auspicio è che la giornata abbia l'attenzione del mondo femminile e di tutta la società per combattere questo fenomeno»
BARI - Sono circa 2 milioni le bambine e le adolescenti che ogni anno subiscono una qualche forma di mutilazione dei genitali, in Africa; 28mila solo in Italia.
«Per non girare la testa nei confronti di questa barbarie in una società multiculturale che si arricchisce di presenze diverse, occorre sensibilizzare la società, riprendere il dialogo, informare». Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale pugliese, Pietro Pepe, in occasione della presentazione delle manifestazioni che anche a Bari domani segneranno l'avvio del dibattito sull'argomento con la proiezione del film «Moolaade» del regista senegalese Ousmane Sembene.

«L'auspicio è che la giornata - ha proseguito - abbia l'attenzione del mondo femminile e di tutta la società perché ognuno possa fare la sua parte per combattere questo fenomeno pur rispettando religione, usi e credenze. La proiezione del film sarà l'occasione per aprire un confronto - ha spiegato il presidente della Commissione regionale pari opportunità, Magda Terrevoli - da vari punti di vista che non riguardano solo l'ottica prettamente medica».
«L'infibulazione è un fenomeno culturale - ha sostenuto la mediatrice culturale Fahma Said Abdikarin - per questo è difficile sia parlarne con le stesse donne che dicono di praticarlo per amore su altre donne comprese le proprie figlie, sia sradicarlo come concetto. In Puglia certe mutilazioni vengono praticate clandestinamente o quando si torna al paese di origine e molti medici disinformati sottovalutano il problema e non contribuiscono ad aiutare queste donne».

Oltre al dibattito ed alla proiezione del film domani sera, al cinema Galleria, con la partecipazione del sindaco di Bari, Michele Emiliano e degli assessori regionali alla sanità ed al mediterraneo, Alberto Tedesco e Silvia Godelli, l'associazione 'La giraffà che ha organizzato la giornata a Bari, non si ferma. «Se con il film vogliamo dare contezza della lotta delle donne africane - ha detto il presidente Maria Pia Vigilante - subito dopo ci occuperemo delle conseguenze sanitarie e psicologiche che le mutilazioni, praticate dai due anni di età in sù, lasciano sulle bambine e sulle donne destinate a soffrire anche per avere una vita sessuale e familiare normale».
«Tutto ciò che appartiene ad una cultura ed alle sue tradizioni - ha riferito il consigliere regionale Pina Marmo - va rispettato, ma non quando lede i diritti della persona e la sua dignità come nel caso delle mutilazioni. Perciò dobbiamo diventare radio che informa, cominciando dalla scuola e dai consultori».
A breve a Bari dovrebbe nascere un centro per la prevenzione e la riabilitazione delle donne, come già ce ne sono a Bologna, Firenze, Milano e Roma. «Sarebbe - ha detto Silvana Albani della Commissione nazionale prevenzione e riabilitazione - il primo al Sud, usufruirebbe dei 5 milioni di euro destinati nel triennio a questi centri e dovrebbe fare formazione per medici con la collaborazione di operatori scolastici e mediatori linguistici».

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