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Giovedì 21 Settembre 2017 | 18:06

«Non escludo che il padre sappia»

Il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Bari, Emilio Marzano parla dell'indagine sulla scomparsa dei due fratellini di Gravina, Ciccio e Tore
BARI - «Non possiamo escludere che nel suo nucleo familiare i comportamenti di Filippo Pappalardi non siano rimasti ignoti». Lo ha detto il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Bari, Emilio Marzano, conversando con i giornalisti che gli chiedevano se ci fossero novità sulla vicenda di Francesco e Salvatore Pappalardi, i due fratellini di 14 e 12 anni scomparsi da Gravina in Puglia esattamente otto mesi fa, il 5 giugno scorso. Pappalardi è l'unico indagato nell'inchiesta nella quale viene ipotizzato il reato di sequestro di persona.
Il magistrato ha confermato che le indagini «sono privilegiate su Pappalardi, perchè, nonostante tutto - ha detto - ogni altra alternativa (come la pista della fuga o del sequestro in Romania, ndr) si è rivelata labile, per usare un termine concessivo». Marzano ha quindi aggiunto che l'attenzione della procura è «puntata sui comportamenti di Pappalardi» e ha spiegato che c'è «qualche elemento, però irriferibile, che non vale a smentire la nostra ipotesi investigativa su Pappalardi».
Riferendosi poi al racconto fatto da un ragazzino amico dei fratellini - ritenuto attendibile dagli inquirenti - che a metà agosto ha detto alla polizia di aver visto, per l'ultima volta, alle 21.30 del 5 giugno, i due fratellini salire sulla Lancia Dedra del padre e di aver subito da Filippo Pappalardi un rabbioso rimprovero, il magistrato ha commentato che «oltre alla testimonianza c'è qualche elemento che non smentisce la nostra ipotesi investigativa sul sequestro di persona attribuito a Pappalardi». Ha quindi fatto intendere che dalla testimonianza resa dall'ex fidanzato della figliastra quindicenne di Pappalardi (figlia di Maria Ricupero, convivente dell'uomo) sarebbero emersi elementi che potrebbero far ritenere che all'interno della famiglia Pappalardi-Ricupero, qualcuno probabilmente sapeva della vicenda relativa alla scomparsa dei due ragazzini.

Sempre riferendosi alla testimonianza del ragazzino amico dei fratellini Pappalardi, Marzano ha detto che «finora nulla ci ha smentito questo indizio» a carico del padre «che, se fosse vero e tramutarsi in prova, Pappalardi dovrebbe essere gravemente indiziato di sequestro». Il procuratore ha quindi concluso affermando che «probabilmente» a breve sarà chiesta la «proroga delle indagini preliminari (che scadono a metà marzo) perché vorremmo sentire Pappalardi, questa volta come indagato, perché il suo interrogatorio è un passo obbligato per attribuire robustezza seria alle indagini».
Domani, intanto cominceranno gli accertamenti sul camion che è risultato positivo alla prova del Luminol, la speciale apparecchiatura che rileva la presenza di sangue (anche lavato o rimosso). Il mezzo è di proprietà della società per la quale lavora Filippo Pappalardi, che fa l'autotrasportatore. I risultati degli accertamenti si dovrebbero conoscere nel giro di dieci giorni, anche se - a quanto si apprende in ambienti investigativi - dall'accertamento è difficile che possa arrivare un contributo utile alle indagini perché il ferro contenuto nei veicoli agisce da catalizzatore nella luminescenza, principio sul quale si basa il Luminol. Il procuratore ha ammesso che sarà compiuto l'accertamento scientifico perché - ha detto - «non vogliamo lasciare nulla di intentato».

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