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Domenica 24 Settembre 2017 | 23:12

«Il clima pazzo manda in tilt le colture»

Per Coldiretti sono a rischio «i punti forti della nostra dieta mediterranea». Il caldo ha sballato tutte le orticole di primo campo. In Puglia questo vale per la scarola
ROMA - Ciliegie a fine aprile anzichè a giugno, carciofi in anticipo di 55 giorni, superfioritura invernale sugli alberi da frutto, ulivi in sofferenza: il clima impazzito arriva direttamente sulle tavole degli italiani e mette a rischio la tipica dieta mediterranea. Caldo e siccità sono infatti i nemici numero uno delle colture. E le conseguenze potrebbero essere drammatiche sia sulla produzione Made in Italy che sui mercati nazionali. Intanto fiumi e laghi «perdono» acqua: il lago di Garda a Peschiera è a 63 centimetri, solo trenta al di sopra del minimo storico degli ultimi cinquanta anni mentre il fiume Po a Ponte Lagoscuro è ad un livello di -5,5 metri con la previsione di un progressivo abbassamento. Questo l'allarme lanciato dalla Coldiretti sulla base di un monitoraggio effettuato nel primo week end di febbraio. «Olio, pomodori, frutta e verdura, cioè i punti forti della nostra dieta mediterranea - ha detto Rolando Manfredini, responsabile qualità della Coldiretti - sono a rischio. Il pericolo è per il vero Made in Italy». I maggiori danni sono previsti a Nord. In Emilia Romagna sotto stress termico sono vaste colture di peschi, riferisce Manfredini. Colpite anche le piantagioni di susini, ciliegi e mandorli, per le quali si parla di uno sfalsamento di 45 giorni. Futuro incerto anche per l'olio («o scarsa qualità o scarsa produzione») mentre è boom di carciofi (Lazio e Sardegna) con un anticipo di 55 giorni e di scarola (Puglia). Ma il caldo ha sballato tutte le orticole di primo campo, come le cicorie e gli spinaci, e anche i prodotti tipici per le zuppe, come i cardi, «che stanno venendo su molto in anticipo». «Questo significa - ha spiegato Manfredini - che ci sarà una concentrazione di offerta cui non corrisponde altrettanta domanda. Per cui spesso, come in Puglia per la scarola, i contadini sono costretti a smantellare le colture con i prodotti già maturi ancora sui campi perchè invenduti e a ripiantare». Alla base uno stravolgimento dei ritmi della natura Made in Italy per colpa delle anomalie del clima. «La siccità si manifesta in modo graduale. Quando infatti - ha spiegato Manfredini - le piante soffrono la sete mettono in moto meccanismi di sopravvivenza per cui o sviluppano le foglie a scapito della produzione di frutti o fioriscono in anticipo con una superproduzione di fiori che però sono destinati a cadere». «Un fiore - ha proseguito Manfredini - si sviluppa e dura 7 giorni. Poi viene fecondato e da lì il frutto comincia a svilupparsi con una crescita che va dai 40 ai 50 giorni. E quindi, se abbiamo i ciliegi in fiore adesso, raccoglieremo i frutti a fine aprile?». E non è neanche sicuro che questi frutti si possano raccogliere sebbene in anticipo. «Il ciliegio fiorisce intorno ai primi di aprile e se invece mette i fiori adesso non è detto che fiorisca una seconda volta, quando è il suo tempo. Tanto più che i fiori di oggi non sembra possano portare ai frutti», ha riferito l'esperto della Coldiretti secondo il quale «per quest'anno ci si aspetta un andamento della produzione in negativo» su scala generale. Da qui l'importanza di tutelare la produzione made in Italy «con l'obbligo di indicare l'origine in etichetta per evitare l'arrivo di prodotti di importazione destinati ad essere spacciati come italiani», ha sottolineato la Coldiretti, che, in vista della riunione di domani alla Protezione Civile sulle prospettive meteo-climatiche, chiede di far seguire al progetto di previsione, fondamentale per la programmazione agricola, un progetto «strutturale» legato al tema degli impianti e campagne di informazione. La Coldiretti ha ricordato che a causa di siccità, caldo e maltempo del 2006 si rischia oltre un miliardo di danni.

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