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Sabato 23 Settembre 2017 | 05:59

«Non ti sopporto più, meglio il carcere»

Il Tribunale di Lecce ha accolto la richiesta dell'uomo un albanese accusato di spaccio. A casa era costretto dalla moglie a vivere in una stanza di 5mq
LECCE - Un cittadino albanese agli arresti domiciliari per spaccio di droga nella sua casa di Tuglie, nel leccese, ha chiesto ai carabinieri di essere portato in carcere perché non sopportava la moglie. La richiesta è stata girata al Tribunale del riesame che l'ha accolta disponendo che l'uomo, Kadri Lluga, di 52 anni, fosse rinchiuso nel penitenziario di Borgo San Nicola a Lecce. Da circa un mese Lluga chiedeva con insistenza ai militari della Compagnia di Gallipoli, durante i consueti controlli, che la misura restrittiva cui era stato sottoposto fosse modificata con la reclusione in carcere, minacciando anche di uccidere la consorte, una donna del posto, la quale - a suo dire - gli avrebbe resto difficile la permanenza in casa. Il reiterarsi delle richieste hanno indotto il giudice a disporre l'arresto nella casa circondariale del capoluogo salentino. L'uomo, oltre a lamentarsi dei continui contrasti con la moglie e con la figlia, pare non sopportasse il fatto che fosse costretto a vivere in una stanzetta di circa cinque metri quadrati. Un anno fa l'albanese era stato arrestato perché trovato in possesso di un chilo di cocaina.

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