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Giovedì 21 Settembre 2017 | 05:27

Le "bionde" arrivavano a Bari per posta

Marittimi compravano le sigarette nella ex-Jugoslavia e le nascondevano a bordo. Una volta in Italia le spedivano ai familiari che poi le smistavano ai contrabbandieri
BARI - Avevano escogitato un metodo ingegnoso per far giungere tabacchi di contrabbando dalla ex Jugoslavia in Italia: i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari, in servizio nella Sezione anticontrabbando del Gruppo Investigativo Criminalità Organizzata (Gico), hanno notificato sei avvisi di conclusione delle indagini preliminari, emessi dal sostituto procuratore della Procura del Tribunale del capoluogo pugliese, Marcello Quercia per fatti di contrabbando avvenuti nell'anno 2005. I destinatari dei provvedimenti avevano costituito un'organizzazione dedita all'illecita introduzione sul territorio nazionale di tabacchi lavorati esteri. Il sistema, messo a punto da alcuni membri dell'organizzazione imbarcati su navi commerciali che percorrevano la tratta Italia-Croazia, consisteva nello spedire i tabacchi in pacchi postali inviati dal porto di Ancona, con mittenti fittizi e destinatari realmente esistenti della provincia barese. La merce veniva nascosta nella biancheria sporca.
Le sigarette, tutte di marca Marlboro, venivano smistate dai familiari dei destinatari dei pacchi, a contrabbandieri del quartiere Libertà e della Città vecchia di Bari, che li immettevano sul mercato clandestino locale, servendosi delle loro attività commerciali. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati diversi pacchi postali, contenenti circa 110 stecche di sigarette di contrabbando ed è stato accertato un consumo in frode pari ad oltre 100 kg di "bionde".

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