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Sabato 23 Settembre 2017 | 04:10

Da Bari e via Internet la guerra agli «ecomostri» d'Italia

Gli ecomostri saranno distinti in schede con foto e cartine tra «abbattibili» e «inguardabili» a seconda della gravità dell'abuso
BARI - Nasce dall'esperienza del portale realizzato in occasione dell'abbattimento di Punta Perotti a Bari (www.puntaperottivagiu.com), che ha registrato un numero record di accessi da ogni parte del mondo, il sito www.ecomostri.it, un database virtuale, curato da Legambiente e Dispoto&Partners, dove trovare e censire tutti gli abusi edilizi che deturpano il territorio italiano, presentato nella sede del Consiglio regionale della Puglia. Gli ecomostri saranno distinti in schede con foto e cartine tra «abbattibili» e «inguardabili» a seconda della gravità dell'abuso. Secondo l'assessore regionale al Territorio Angela Barbanente «il sito sarà di grande utilità non solo per i cittadini, ma anche per l'amministrazione regionale, in una regione dove il partito del cemento è un partito che ha molto condizionato le scelte, sia a livello locale che regionale».

Per la Barbanente «la Regione non può farcela da sola nella lotta all'abusivismo edilizio. Occorre riportare - ha detto - i temi della qualità dell'ambiente e della bellezza al centro delle pratiche urbanistiche. Per questo è importantissimo il ruolo delle associazioni sul territorio, che sono certamente più presenti degli enti locali nelle denunce e nella sorveglianza, con preziose segnalazioni che consentono alla Regione di aggiornare le sue mappe degli abusi. Si è parlato - ha proseguito l'assessore - di abusi abbattibili o inguardabili. E' importante una distinzione, perché nella nostra regione non c'è una capacità di prevenire l'insorgenza degli ecomostri. Vorrei a questo punto richiamare una delle funzionalità del sito, che prevede la simulazione dello skyline, del panorama prima e dopo la costruzione di abusi. Ci si rende conto - ha osservato Barbanente - dell'impatto della trasformazione del territorio anche dopo la realizzazione di interventi autorizzati. Abbiamo bisogno di immagini che simulino l'impatto su ambiente e paesaggio, per passare da un'opportuna e necessaria azione ex post di abbattimenti e restauri a una politica di prevenzione degli interventi, anche per un fattore di deterrenza».
Barbanente ha sottolineato come «uno degli strumenti sarà il Piano di recupero del territorio: lo sperimenteremo per primo a Lesina, dove sono previsti circa 800 abbattimenti nella zona dell'istmo, a Torre Mileto, per recuperare una zona delicatissima dal punto di vista ambientale». Alla conferenza stampa erano presenti per Legambiente il presidente regionale, Francesco Tarantini ed il componente della segreteria nazionale, Sebastiano Venneri. Per Dispoto&P., Mariapia Ebreo.

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