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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 16:50

Sequestrati 160 appartamenti per abusi

L'operazione della Guardia di finanza nel comune di Molfetta per appartamenti e pertinenze che fanno parte di 16 complessi edilizi. Indagate anche 16 persone
MOLFETTA (BARI) - Sedici indagati e 15 palazzine, 151 appartamenti e 200 locali sequestrati: sono questi i numeri dell'operazione che la Guardia di Finanza ha compiuto a Molfetta (Bari) apponendo i sigilli a beni immobili ritenuti abusivi dalla magistratura tranese. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di lottizzazione abusiva, abuso d'ufficio continuato ed aggravato e falso ideologico. Le 15 palazzine sequestrate (nove delle quali in costruzione) sorgono nei pressi dell'ospedale cittadino.
Tra gli indagati figura - è quanto si è saputo - l'ex capo dell'ufficio tecnico del Comune di Molfetta, Giuseppe Parisi, 68 anni, a riposo dal giugno scorso dopo 33 anni di servizio. Gli altri indagati - dei quali non sono stati resi noti i nomi - sono costruttori, progettisti e direttori dei lavori di sette imprese costruttrici di Trani e Molfetta. Il provvedimento di sequestro è stato firmato dal gip del tribunale di Trani Francesco Zecchillo, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore inquirente Michele Ruggiero.

Particolari sull'operazione sono stati illustrati alla stampa durante un incontro svoltosi nella Procura tranese. Si tratta - è stato detto - di 151 appartamenti, 90 dei quali ancora in fase di costruzione. I rimanenti appartamenti, una sessantina in tutto, abitati dal 2005, sono stati posti sotto sequestro con facoltà d'uso. I sigilli sono stati apposti anche a circa 200 locali commerciali.
Le indagini sono scattate dopo numerosi articoli di stampa comparsi sui periodici di Molfetta che evidenziavano come nella zona 'B' del piano urbanistico, piccoli fabbricati, alcuni anche di pregio, venivano demoliti per fare posto ad enormi edifici che deturpavano il paesaggio. E' stato quindi accertato che le costruzioni erano state realizzate mediante il rilascio di singole concessioni anzichè essere precedute da un piano particolareggiato che avrebbe consentito una armonizzazione del territorio.
L'aver ottenuto la contestazione del reato di lottizzazione abusiva - ha sottolineato il procuratore, Nicola Barbera - potrà ora consentire al termine delle indagini la confisca di tutti i fabbricati. Il pm Ruggiero, ha spiegato che l'abusivismo edilizio è consistito nella costruzione fatta con un permesso illecito, in violazione della "norma urbanistica nazionale fondamentale, quella che dice che i permessi di costruire devono essere conformi alle previsioni dello strumento urbanistico, del regolamento edilizio e della normativa urbanistica edilizia vigente".
In pratica il piano regolatore generale comunale di Molfetta prevedeva nelle norme di attuazione che gli interventi edilizi nuovi nella zona 'B' potevano riguardare solo la riqualificazione del patrimonio esistente e, comunque, la costruzione di nuovi edifici previa redazione di un piano particolareggiato per il rispetto degli standard attuali, dei parcheggi, del verde pubblico, con previsione di asili, scuole, rete viaria, illuminazione.

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