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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 13:13

Dal Sinai a Bari, in mostra otto icone antiche su San Nicola

La selezione di opere permette inoltre di comprendere lo sviluppo e le trasformazioni dell'immagine e della fisionomia di Nicola nel corso di sette secoli di storia
BARI - Il prossimo 8 febbraio il percorso della mostra «San Nicola. Splendori d'arte d'Oriente e d'Occidente» verrà completato e arricchito dall'arrivo dei suoi tesori più preziosi, le otto icone provenienti dal Monastero di Santa Caterina al Monte Sinai, databili tra il VII e il XIV secolo, che costituiscono le più antiche e nobili rappresentazioni pittoriche del santo. Si tratta di testimonianze eccezionali sia per la loro qualità sia per le caratteristiche formali e tecniche: si va dalla tavola realizzata in Egitto tra VII e VIII secolo nella tecnica dell'encausto (ossia con i colori fusi nella cera) fino alle raffinatissime soluzioni degli artisti di Costantinopoli, la capitale dell'Impero bizantino, con le loro armoniche combinazioni cromatiche e gli sfondi rifulgenti d'oro. La selezione di opere permette inoltre di comprendere lo sviluppo e le trasformazioni dell'immagine e della fisionomia di Nicola nel corso di sette secoli di storia: da anziano dalla folta chioma e dalla barba appuntita a solenne vescovo ammantato di preziosi indumenti liturgici, connotato da calvizie (simbolo di saggezza) e più in generale da un aspetto decoroso e ben curato, spesso affiancato - in segno di straordinario favore celeste - dalle figure di Cristo e della Vergine e non meno frequentemente circondato da una fitta serie di scene che permettevano anche agli osservatori analfabeti di conoscere le sue azioni memorabili e le sue straordinarie virtù. Tuttavia, a indicare l'eccezionalità di questi oggetti è soprattutto la loro antichità e il loro straordinario stato di conservazione.

In conseguenza della sua ubicazione remota nella parte meridionale della penisola del Sinai, all'interno di una valle desertica alle pendici del monte che si identifica col luogo in cui Mosè ricevette le tavole della Legge, il monastero di Santa Caterina, fondato nel VI secolo dall'imperatore Giustiniano e venerato per secoli da migliaia di pellegrini orientali e occidentali, è rimasto immune dalle distruzioni operate durante le controversie iconoclastiche e non ha subito danni sostanziali nel corso dei secoli; inoltre, l'eccezionale clima del deserto ha permesso la perfetta conservazione della più grande collezione al mondo di dipinti su tavola. L'arrivo a Bari delle otto icone del Sinai offre la possibilità di ammirare alcune delle opere più significative e rare della pittura medievale, abitualmente non accessibili al pubblico e mai esposte in precedenza in eventi espositivi. Al fine di impedire traumi alle opere è stata effettuata sul posto un'attenta azione di monitoraggio delle variazioni di umidità e di temperatura, in base alla quale sono state realizzate delle speciali teche capaci di riprodurre esattamente il clima del deserto del Sinai. In occasione dell'evento giungerà Damianòs, igumeno di Santa Caterina e arcivescovo del Sinai, di Faran e Raithou, assieme con una rappresentanza della Sacra Comunità dei monaci sinaiti; sarà inoltre presente una delegazione del Ministero egiziano della cultura, del Consiglio supremo delle antichità dell'Egitto e dell'Università del Cairo. La presentazione con le autorità si terrà giovedì 8 febbraio alle 12.30.

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