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Martedì 26 Settembre 2017 | 16:50

Un nuovo piano per la Sanità pugliese

Pareggiare il riordino ospedaliero con le garanzie di servizi territoriali efficienti, il presidente della Regione Nichi Vendola illustra alcune delle novità che saranno discusse in giunta per un progetto realmente efficiente
BARI - «Il piano della salute contiene alcune novità importanti, per esempio quella di non slegare il tema del riordino ospedaliero da quello della costruzione dei servizi territoriali. Il piano non è un repertorio di ricette per malattie, ma è un'idea di riorganizzazione dei servizi socio-sanitari: la cosa più importante è rompere la solitudine del malato, del cittadino di fronte a una rete della salute labirintica». Lo ha detto il presidente della Regione, Nichi Vendola, conversando con giornalisti al termine della sua visita al collegio universitario di via Amendola.
«Domani presenteremo il piano della salute in giunta - ha annunciato Vendola - e poi alla Puglia, e con quello cominceremo un lungo percorso di consultazione e concertazione territorio per territorio. Partiamo con una bozza - ha proseguito - che è frutto di un lavoro preventivo: abbiamo consultato e avuto materiali di approfondimento da circa 350 tra società scientifiche, mediche e associazioni. La nostra idea non parte dalle malattie ma dai soggetti sociali. Oggi il tema della salute si deve confrontare, per esempio, con nuove patologie, con l'invecchiamento della popolazione, con la presenza delle donne e con quello che significa dal punto di vista della cultura della prevenzione, e si deve confrontare con una presenza sempre più stanziale di migranti».

Vendola si è poi soffermato sulla necessità di rompere la solitudine del malato. «Il malato oncologico, per esempio - ha detto - che ha bisogno di numerosi tipi di analisi e visite è una specie di pacco postale che si deve spostare da una parte all'altra. La continuità terapeutica vuol dire che la struttura pubblica prende in carico la domanda di salute, si rende conto che una persona non è solo una cartella clinica e che le patologie non devono far velo al vissuto concreto di ognuno».
Per Vendola in quest'ottica l'eventuale riduzione di posti letto «è l'ultimo dei problemi. L'errore che non bisogna compiere - ha spiegato - è quello di costruire prima il modello e poi di indurre la realtà ad adattarsi a questo modello. Noi dobbiamo partire dalla domanda di salute, che vuol dire conoscere la Puglia e i pugliesi. O hai un minimo di competenza epidemiologica per capire dove sono i problemi e le risorse oppure l'offerta di salute diventa un fatto puramente ingegneristico».
«Allora, se Fitto ha fatto un'offerta di salute tutta ritagliata sui suoi problemi di bilancio - ha spiegato - io dovrei farla tutta basata sulle mie propensioni umanistiche: sbaglierei io come ha sbagliato Fitto. Il punto è capovolgere lo schema: l'offerta deve incontrare e conoscere la domanda e plasmarsi in relazione alla domanda. Taranto e Brindisi, per esempio, hanno problematiche che sono legate all'inquinamento, il Subappennino ha altre problematiche che sono connesse alla morfologia del territorio e alla distanza estrema tra luoghi di residenza e luoghi di cura».
Per Vendola, inoltre, «non bisogna fare operazioni che siano subalterne agli interessi dell'industria farmaceutica ma operazioni che devono essere organiche agli interessi dei cittadini. E dentro stabiliamo che il punto di verifica è quello che viene ceduto alla sovranità dei cittadini attraverso la cittadinanza attiva, l'audit civico, le attività di controllo. L'idea che ciascun appalto, ciascun concorso possa essere trasparente e monitorato continuamente è un'idea che deve servire a rompere la situazione attuale che è quella di organizzazioni aziendali blindate, costruite a scatole cinesi, inconoscibili nelle dinamiche reali del potere che riproducono».
Vendola infine ha ricordato che non bisogna confondere il piano della salute con «quei progetti che dobbiamo presentare al ministro Livia Turco entro l'8 di febbraio e riguardano il cosiddetto articolo 20 per soldi di cui la Regione Puglia è creditrice e vanno spesi nella edilizia sanitaria. Lì dobbiamo concentrarci sui punti principali di crisi del sistema ospedaliero pugliese, penso al Policlinico di Bari, e sull'implementazione del patrimonio di infrastrutture e di tecnologie».

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