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Domenica 24 Settembre 2017 | 08:36

Preso latitante mafioso "Datemi la Bibbia"

Condannato in primo grado a 30 anni di carcere per omicidio, Paolo Polimeni, affiliato al clan «Distefano», era ricercato dal 2005. Sotto falsa identità, accudiva i cavalli nella masseria del Tarantino in cui i Carabinieri l'hanno scovato e arrestato. Come il suo notissimo predecessore nelle patrie galere (Bernardo Provenzano), il calabrese non aveva armi ma una grande quantità di immagini sacre e, quando è stato catturato, ha chiesto di poter portare con sè una Bibbia, libri di preghiere e i santini della Madonna di Polsi e di Padre Pio
REGGIO CALABRIA - Un latitante calabrese è stato arrestato dai carabinieri in una masseria nelle campagne di Ginosa (Taranto). Si tratta di Paolo Polimeni, affiliato al clan «Distefano», ricercato da circa un anno e mezzo. I militari lo hanno individuato in un allevamento di cavalli e la zona è stata circondata dai carabinieri. Polimeni ha fornito false generalità, ma è stato subito smascherato. L'uomo, con precedenti per tentato omicidio, armi, e lesioni, destinatario di un ordine di cattura dal 2005 è ritenuto responsabile dagli inquirenti della DDA calabrese come il killer di Paolo Condello, nell'ambito della guerra fra cosche, avvenuto nel 1987, a causa del quale il Polimeni era stato già condannato in primo grado a 30 anni di carcere. Sono ancora in corso accertamenti nei confronti del proprietario del fondo, un imprenditore di Ginosa, dove aveva trovato nascondiglio il latitante. Nella sua abitazione non sono state ritrovate armi, ma documenti utili agli investigatori calabresi, oltre ad una grande quantità di immagini sacre.

Al momento della cattura, Paolo Polimeni, ha chiesto di poter portare con sè una bibbia, vari libri di preghiera, l'effigie della Madonna di Polsi e di Padre Pio.
Secondo gli investigatori, Polimeni, che era ricercato dal 2005, si trovava da diverso tempo nella zona del Tarantino dove, utilizzando delle false generalità, aveva trovato lavoro in una azienda agricola con un allevamento di cavalli. Il suo modo di fare era assolutamente anonimo e professionale tanto da ricevere il plauso dei proprietari della masseria dove lavorava.
Nel periodo trascorso come latitante l'uomo si era particolarmente avvicinato alla religione e, durante il suo tempo libero, era spesso in preghiera.
Alla cattura del ricercato i carabinieri sono giunti compiendo una indagine di tipo tradizionale con numerosi controlli a familiari ed amici di Polimeni.

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