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Domenica 24 Settembre 2017 | 16:10

"Tariffe Aqp troppo alte", Federconsumatori ricorre al Tar

L'Associazione dei consumatori ha presentato un ricorso al Tribunale amministrativo di Puglia chiedendo, anche in via d'urgenza, che vengano dichiarate eccessive e illegittime le tariffe praticate dall'Acquedotto pugliese dal 2003 ad oggi. Nel triennio 2003-2005 - secondo Federconsumatori - la società ha incassato indebitamente dagli utenti circa 80 milioni. Aqp: dichiarazioni "infondate"
BARI - Nel triennio 2003-2005 l'Acquedotto pugliese ha incassato, a livello di tariffe, circa 80 milioni in più del dovuto, con un aggravio di spesa per utente del 10-15%: lo sostiene la Federconsumatori, che definisce le tariffe
"eccessive e illegittime" ed ha presentato un ricorso al Tar di Puglia perchè quelle somme vengano restituite ai cittadini.
L'associazione fa leva anche su uno studio esterno della 'Phisys', fatto proprio dall'autorità di controllo Ato Puglia, che conferma quel giudizio. Il ricorso è stato notificato il 5 gennaio scorso all'Aqp dai legali della Federconsumatori, gli avvocati Domenico Romito e Gianna Elisa Berlingerio; fino ad oggi dalla società non è giunta alcuna risposta. Per la Federconsumatori, quelle tariffe così elevate erano consentite
"solo in caso di integrale esecuzione di tutti gli investimenti previsti dal piano per un valore di circa un miliardo di euro". L'Aqp in quel triennio avrebbe invece compiuto investimenti per 64 milioni di euro.
"Credo sia noto a tutti - ha detto il presidente nazionale di Federconsumatori Rosario Trefiletti, illustrando l'iniziativa dell'associazione insieme ai suoi legali - che i sistemi di acquedotto nel nostro Paese sono a livello di colabrodo. Quindi è grave che un'azienda, pubblica oltre tutto, non faccia gli investimenti necessari perchè ci sia un servizio di qualità ed efficiente. Abbiamo fatto bene ad aprire un contenzioso, ma certo è che come associazione dei consumatori noi siamo per privilegiare la strada della conciliazione".
Trefiletti ha quindi rivolto un appello "alla giunta regionale e al presidente Vendola perchè si arrivi presto ad un tavolo di confronto che possa sanare questo contenzioso", invitando l'Ato Puglia ad intervenire nel giudizio a sostegno degli utenti. L'Ato nel novembre scorso ha adottato una delibera con cui chiedeva all'Aqp spiegazioni sul suo operato in materia di tariffe ma, aggiunge Federconsumatori, "al momento non risulta che Aqp abbia fornito alcuna idonea spiegazione".
Secondo la Federconsumatori, l'udienza dinanzi al Tar dovrebbe essere fissata entro tre settimane. I giudici potrebbero adottare un provvedimento immediato, oppure rimandarlo a conclusione della causa. Nel secondo caso l'associazione potrebbe appellarsi in via d'urgenza al Consiglio di Stato, organo a cui si rivolgerebbe anche nell'eventualità che il ricorso venisse rigettato. Se il Tar darà ragione invece alla Federconsumatori, i cittadini potranno chiedere il rimborso delle somme in più sborsate.
Romito, che ha definito le tariffe dell'Acquedotto pugliese
"le più alte d'Italia", ha chiesto alla società una
"operazione trasparenza" anche su altre due questioni. "Gli utenti pugliesi - ha detto - hanno l'acqua più additivata di cloro in Italia. E bisogna fare chiarezza sull'enorme perdita per decine di milioni di euro nella emissione di 'bond'da parte dell'Aqp".

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