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Lunedì 25 Settembre 2017 | 11:54

Rapina a furgoni, sgominata banda

Le indagini hanno accertato che la banda operava, i particolare, tra Puglia, Abruzzo e Marche. Gli indagati, tutti pregiudicati, sono accusati di vari reati
CHIETI - I carabinieri hanno sgominato la banda di rapinatori che nel novembre del 2005 assaltarono ad Ortona (Chieti) un furgone portavalori. Dalle prime ore di stamani, infatti, i militari di Chieti, in un'operazione congiunta con i colleghi del Reparto operativo di Bari, stanno eseguendo cinque ordinanze di custodia cautelare tra Foggia, Cerignola (Foggia), Manfredonia (Foggia), Teramo e Benevento. Le indagini hanno accertato che la banda operava, i particolare, tra Puglia, Abruzzo e Marche. Gli indagati, tutti pregiudicati, sono accusati, a vario titolo, di rapina a mano armata, ricettazione, furto aggravato, detenzione e porto illegale di armi da guerra. I particolari dell'operazione saranno resi noti stamani in una conferenza stampa convocata alle 11 a Chieti presso il Comando provinciale dei carabinieri.

I pregiudicati arrestati nell'ambito dell'operazione denominata «Tavoliere delle Puglie» sarebbero gli autori dell'assalto a un portavalori della Sitval di Campobasso avvenuto il 19 novembre del 2005 sulla A/14 nei pressi del casello autostradale di Ortona (bottino cinquecentomila euro). In manette sono finiti Donato Leone, 46 anni, di Canosa Sannita; Antonio Lenoci, 36 anch'egli di Canosa; Francesco Losurdo, 26 anni, di S. Giovanni Rotondo; Vincenzo Sciusco, 30, di Cerignola e Raffaele Russo, 29, di Manfredonia. Altre dieci persone, tutte pugliesi, sono indagate per concorso negli stessi reati.
I particolari dell'operazione sono stati dal vice comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Lino Ciccarella, dal comandante del reparto operativo, il maggiore Giacomo Mastropasqua, e dal capitano Luigi Ingrosso. Le indagini, protrattesi per oltre un anno, si sono avvalse della preziosa collaborazione dei carabinieri del reparto operativo di Bari che già da tempo indagavano su un sodalizio criminale composto da calabresi del Cosentino appartenenti alla 'ndrangheta e pugliesi del nord barese e del sud foggiano affiliati alla «Società foggiana» i quali avevano composto una sorta di joint venture dedita alle rapine ai portavalori. Determinanti, ha sottolineato il maggiore Mastropasqua, sono state le attività di intelligence, la sinergia tra i due reparti operativi ma anche le intercettazioni, i bossoli esplosi dal commando, le impronte lasciate.
Il portavalori della Stival venne assaltato da un commando di veri professionisti del crimine che agì a bordo di tre auto: una Lancia Delta, una Mercedes e una Lancia Thema. Una delle due auto bloccò il furgone esplodendogli contro colpi di kalashnikov mentre le altre due auto, a una distanza di duecento metri, provvedevano a bloccare il traffico simulando un incidente. Una volta fermato il mezzo, i banditi aprirono la fiancata sinistra con una moto sega portandosi via il denaro custodito in sacchi: un bottino di cinquecentomila euro.
Tre delle cinque persone arrestate, ovvero Leone, Lenoci e Sciusco, erano già in carcere per reati analoghi, gli altri due agli arresti domiciliari. Le ordinanze di custodia cautelare sono state notificate questa mattina e i cinque indagati sono stati trasferiti nel carcere di Foggia.

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