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Martedì 26 Settembre 2017 | 23:58

Sfratto militari blocca lavori a Regione Puglia

Dopo che l'assessore alle Opere Pubbliche, Onofrio Introna, ha ritirato il permesso per costruire, è tutto pronto per dare il via al bando per la nuova sede del governo regionale. Sorgerà su un suolo di 15 ettari (nel capoluogo pugliese) che è stato acquisito dalla Difesa in cambio di 29 milioni di euro e un terreno in permuta. Però - per quelle che vengono definite "incomprensioni tra Demanio e Ministero della Difesa", alcune famiglie di militari continuano ad abitare nella vecchia caserma, congelando di fatto la cantierizzazione
BARI - Sorgerà in via Gentile al quartiere Japigia di Bari su un suolo di 15 ettari, che si estende fino a lambire il Lungomare e la ferrovia, la nuova sede della Regione Puglia: oggi l'assessore alle Opere Pubbliche, Onofrio Introna, ha ritirato dalle mani dell'assessore all'Urbanistica del Comune di Bari, Ludovico Abbaticchio, il permesso per costruire. Il palazzo sorgerà a Campo San Marco, una ex caserma. Il complesso, progettato dallo studio romano Valle, comprende anche l'edificio già sede del Centro servizi delle imposte dirette che sarà riconvertito a uffici per tutti gli assessorati, finora dispersi sull'intero territorio cittadino fino a
Modugno e mai riunificati da oltre trent'anni. Introna ha però precisato che "il bando di gara europeo per la costruzione potrebbe partire anche domani. Ma devo usare il condizionale - ha aggiunto - perchè l'area non è libera: nonostante i 29 milioni di euro e un terreno in permuta consegnati dalla Regione all'Agenzia del Demanio per acquisire il suolo, nella vecchia caserma l'amministrazione della Difesa mantiene ancora alcune unità abitative che pare non intenda dismettere. Se le abitazioni delle famiglie di militari non saranno lasciate libere, con un accordo tra Demanio e Difesa, non potremo procedere. Così dovremo far causa al Demanio e soprattutto attendere ancora, con l'inevitabile aumento dei costi".
La Regione ha infatti in cassa la somma necessaria a costruire
il nuovo palazzo, a ristrutturare l'edificio ex Imposte dirette e a
riqualificare con giardini e parcheggi l'area, ma il lievitare dei
prezzi di costruzione potrebbe non consentire il completamento
dell'opera. "La responsabilità - ha spiegato Introna - non sarebbe
nè del Comune e nè della Regione che in pochi mesi hanno sbloccato
l'iter delle autorizzazioni e dei progetti, ma delle incomprensioni
tra Demanio e Ministero della Difesa".
Introna si è però detto fiducioso sulla risoluzione della vertenza "pur avendo già dovuto interessare, da parte della Regione, uno studio legale per la tutela dei diritti dell'Ente". Introna ha poi concluso che "se tutto andrà bene, potremmo anche inaugurare parte del complesso entro la fine della consigliatura". L'assessore Abbaticchio, accompagnata dalla dirigente comunale Annamaria Curcuruto ha, dal canto suo, ringraziato l'assessore Introna per aver ritirato direttamente il documento e ha illustrato i progetti del Comune per Japigia che vanno dal "nuovo nodo ferroviario al palazzo della Regione fino alla ricucitura del quartiere con il mare dopo l'abbattimento di Punta Perotti".

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