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Domenica 24 Settembre 2017 | 08:51

Anno giudiziario Tar Lecce - «Smaltiti 30.000 ricorsi»

Così il presidente, Aldo Ravalli, che nella sua relazione ha annunciato che si può considerare conclusa la fase di emergenza iniziata nel 2001, quando i giudici amministrativi si trovarono dinanzi ad un arretrato di 42mila ricorsi. Il presidente della Regione, Vendola: una cosa è criticare la giustizia, altro è delegittimare. Il sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone: difficile amministrare la cosa pubblica secondo corretti criteri di giustizia
LECCE - Nella relazione d'apertura dell'anno giudiziario del Tar di Lecce, il presidente, Aldo Ravalli, ha tracciato un bilancio positivo in merito all'attività svolta dall'organo di giustizia amministrativa leccese. Il presidente ha poi annunciato che quest'anno al Tar daranno il loro contributo giovani studiosi e professionisti «dei quali - ha sottolineato - abbiamo bisogno di ascoltare prospettive ed entusiasmi». Ravalli ha poi annunciato che si può considerare conclusa la fase di emergenza del Tar salentino iniziata nel 2001, quando i giudici amministrativi si trovarono dinanzi ad un arretrato di 42mila ricorsi, giunti il 31 dicembre scorso a 11.434, per una diminuzione delle giacenze di oltre 30mila ricorsi. Il maggiore numero di controversie si registra ancora nell'uso del territorio, specie in tema di edilizia, ambiente e urbanistica. I conflitti sono spesso connessi con l'impianto e con l'esercizio di attività commerciali e con l'uso del demanio marittimo. Tra le controversie approdate al Tar salentino che, comunque non fanno registrare grandi numeri, vi sono quelle riguardano le amministrazioni pubbiche, Comuni, Province e Regione, specie in materia di pianificazione e di problematiche connesse allo smaltimento dei rifiuti, di accesso a contributi e finanziamenti. Ma una materia ancora più delicata - secondo il presidente del Tar - è quella del diritto agli interventi statali di sostegno ai soggetti che hanno denunciato di essere vittime di usura e di estorsione. Il sistema normativo attuale, in tale ambito, non consentirebbe tempestivi interventi di tutela nei ricorsi dinanzi al Tar.

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