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Martedì 26 Settembre 2017 | 22:10

Curcio a Lecce: scoppia la polemica

Il sindaco - Adriana Poli Bortone - e Forza Italia condannano la scelta dell'Università di invitare l'ex brigatista rosso ad una conferenza. Ma il docente "responsabile" non cede
Renato Curcio LECCE - Curcio sì, Curcio no. L'Università di Lecce invita l'ex brigatista Renato Curcio a tenere una conferenza e scoppia la polemica.
Questa volta però, a differenza di quanto accadde tre anni fa, non è il senato accademico dell'ateneo salentino ad esprimere il proprio parere giudicando «inopportuna» la presenza dell'ex Br, ora libero dopo aver scontato 28 anni in carcere. E a differenza del 2004 e del 2001, quando alla fine declinò l'invito per le polemiche che aveva causato, Curcio ci sarà. Le proteste arrivano da una parte del centrodestra, da esponenti di An - a cominciare dal sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone - e Forza Italia in particolare. Ma Piero Fumarola, ordinario di Sociologia delle religioni e autore dell'invito a Curcio, difende la sua scelta e replica: «L'università per principio non può essere sottoposta al comando della politica. Se fosse così, finirebbe l'autonomia dell'università».
Curcio arriverà a Lecce domani sera e mercoledì alle 17, nell'aula Ferrari di palazzo Codacci Pisanelli, presenterà il libro 'Progetti memoria, carceri speciali". Un'iniziativa, sottolinea Fumarola, a cui è prevista la partecipazione di docenti anche di altri atenei italiani e qualcuno persino dall'estero, in un «naturale percorso di collaborazione che dura da 20 anni». E questa volta il senato accademico non ha espresso alcuna valutazione sull'iniziativa.
Ma a criticarla è intervenuta subito Poli Bortone. «Non vedo - ha dichiarato - cosa mai potrà insegnare un personaggio come lui. Continuo a ritenere inopportuna la sua presenza a Lecce e trovo sbagliato che, ancora una volta, sia stata l'università ad invitarlo». Sulla stessa lunghezza d'onda il segretario nazionale dei giovani di Forza Italia Francesco Pasquali, che chiede: «Da quando gli ex brigatisti sono maestri di vita?» e parla di «segnali inquietanti, fortemente diseducativi per le giovani generazioni e che offendono la memoria delle vittime del terrorismo».
Non è dello stesso avviso il capogruppo consiliare dell'Udc al Comune di Lecce, Luigi Rizzo. «I tempi sono cambiati - dice - e anche le persone cambiano. Se uno come Curcio ha sbagliato non può pagare per tutta la vita». Fumarola, da parte sua, taglia netto con i giudizi: «È un'interferenza brutale di un settore marginale della politica nazionale». Dopo Lecce, venerdì Curcio sarà a Barletta (Bari) per una iniziativa analoga.

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