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Venerdì 22 Settembre 2017 | 15:41

Puglia - «Per il 2007 la vera sfida è la sanità»

L'obiettivo è del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che ad un anno e mezzo dall'insediamento conta ora di iniziare i giochi «pesanti». «Voglio una Puglia - ha evidenziato Vendola rispondendo ad una domanda - in cui i segnali di speranza che abbiamo dato a tanti soggetti della marginalità possano consolidarsi nella strutturazione di percorsi di autosufficienza»
BARI - Il principale obiettivo per il 2007, per presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, «è vincere la sfida sulla sanità. Un anno e mezzo è il tempo minimo di un rodaggio e anche il tempo per cominciare ad acquisire padronanza su alcuni aspetti del sistema sanitario. Ho potuto nominare i manager nel più importante ospedale di Puglia - ha spiegato nel corso della conferenza stampa di fine anno - soltanto da un mese e mezzo, quindi un tempo minimo per il rodaggio e oggi alla luce di quello che abbiamo capito e anche sbagliato speriamo di farcela a vivere questa gigantesca opera, perché cambiare la sanità non si fa con la bacchetta magica o con i blitz ma bisogna innescare un ?processo che comporta anche il cambiamento dello stile, della mentalità dei cittadini, degli operatori sanitari, di tutti. È un'opera gigantesca ma, per quello che riguarda me, è il primo impegno per il 2007».
Sull'accorpamento delle Asl Vendola ha aggiunto che «intanto con i provvedimenti che riguardano la lotta contro la mobilità passiva e contro gli sprechi nella spesa farmaceutica mi aspetto un inizio drastico di risanamento dal punto di vista finanziario e poi - ha con tinuato - mi aspetto, quello che cercheremo di suscitare, un grande processo di riscrittura collettiva della vita non soltanto degli ospedali ma della vita della sanità nel territorio».

«Voglio una Puglia - ha evidenziato Vendola rispondendo ad una domanda - in cui i segnali di speranza che abbiamo dato a tanti soggetti della marginalità possano consolidarsi nella strutturazione di percorsi di autosufficienza. Voglio una Puglia in cui sia implementato non solo il tasso dei consumi e degli investimenti, ma sia implementato il tasso della dignità delle persone. Voglio una Puglia nella quale la quantità di trasparenza possa essere verificata nel circuito informativo, nella sua raggiungibilità, rispetto a tutto ciò che riguarda la vita dei dcecisori politici. Voglio una Puglia che nel 2007 - ha concluso - renda ancora più marcato l'elemento della ripresa economica e dello sviluppo e che veda fiorire tanti cantieri buoni, e non cattivi, in cui non si rischi di morire e che non inquinino l'ambiente».

«Intanto chiudiamo un anno difficile, complesso e faticoso con un risultato storico e straordinario -ha detto Vendola - che è quello che riguarda la spesa per i fondi comunitari una mole enorme di risorse che le strutture regionali con grande abnegazione e con un lavoro difficile, perchè lavorano in condizioni disastrose, sono riuscite a raggiungere. Per tutte le voci del cosiddetto POR abbiamo superato l'obiettivo del 100%. Si tratta di centinaia e centinaia di milioni di euro - ha spiegato il presidente - che stanno raggiungendo il sistema d'impresa, che stanno raggiungendo i settori cruciali dell'innovazione, della ricerca, dell'università e la riorganizzazione della coesione sociale e questo, per me, è un risultato di cui sono molto orgoglio».

«Oggi la Puglia è interlocutore credibile di tutta l'area balcanica, dei Paesi della costa sud del Mediterraneo, facciamo internazionalizzazione. In un anno - ha spiegato ancora Vendola - abbiamo aumentato del 3% la presenza dei turisti in Puglia, stiamo vedendo come i germogli in un prato che gli indicatori economici che erano tutti negativi cominciano ad essere positivi, una lieve crescita dell'occupazione, una lieve ma significativa crescita dei consumi, una lieve mas importante crescita degli investimenti. Questa è la Puglia che comincia ad uscire dal disgelo». «Abbiamo fatto molto -ha continuato il presidente - abbiamo disboscato, abbiamo liberato risorse, abbiamo costruito una squadra di governo che affronta le difficoltà con entusiasmo e con uno spirito di lealtà ed entusiasmo con cui io devo rendere onore a tutti gli assessori. È un esperienza per me dolorissima, faticosissima, ma entusiasmante. L'idea di poter cominciare a cambiare il destino di una regione, negli anni decisivi, dalla sua possibilità di decollare è un'idea che ancora per me rappresenta una missione importante per la quale spendere una parte della nostra vita». «Certo ci sono errori contraddizioni. Anche il presidente di una regione può sbagliare».

«Ho il difetto - ha concluso Vendola - di riconoscere i miei errori e anche quando sbaglio non solo di riconoscere ma di correggere la mia rotta. Conosco oggi quello che non conoscevo ieri, le difficoltà del governare che sono le difficoltà di conoscere una macchina complessa, ma sono anche le difficoltà di avere una macchina impoverita, di tenere in piedi, viva e vivace una coalizione larga di 14 partiti, che sono le difficoltà di rispondere a una Puglia che naturalmente ha moltiplicato in maniera indescrivibile la quantità di aspettative e di domande, dal sociale, al sanitario, al problema idrico, al problema dei rifiuti, una quantità gigantesca di problemi».

«Io presento oggi, con questa conferenza stampa - ha detto ancora Vendola - i risultati di un lavoro di buon governo, di un lavoro che ha cominciato il percorso concreto della svolta della nostra regione, che sono la fotografia di quella che gà  oggi è una Puglia migliore, una Puglia che ha cominciato a guadagnare.
Essere entrati nella casa di migliaia di famiglie povere, con figli bravi e aver potuto cambiare il destino di questi figli, consentendo a questi figli di andare a studiare, fare la specializzazione nelle migliori università del mondo e avere l'obiettivo nei prossimi mesi di triplicare la quantità di famiglie con cui andremo a bussare con questa buona notizia, è il segno di una volontà politica di invertire il trend al declino, alla depressione e anche allo scoraggiamento delle giovani generazioni. Non è un lavoro dove non ci siano ombre, contraddizioni ed errori».

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