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Venerdì 22 Settembre 2017 | 15:41

Violenze su bimba e per riti satanici

Due brutte storie nel Barese: una ragazzina di 13 anni da tempo violentata e messa incinta da un amico dei genitori ed una donna ripetutamente oggetto di violenza durante messe nere
RITI SATANICI CON VIOLENZE SESSUALI, PM BARI AVVIA INDAGINE
Per circa otto anni una donna che oggi ha 28 anni sarebbe stata violentata e costretta a fare uso di sostanze stupefacenti mentre partecipava a riti satanici e a messe nere organizzati da suoi conoscenti a Bari: è quanto la giovane ha denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale del capoluogo pugliese, che ha avviato un'indagine. A seguito delle violenze subite la donna è fuggita in Inghilterra dove ha vissuto per qualche tempo prima di rientrare in Italia.
La vittima, che nel procedimento è persona offesa, si trova ora negli uffici della squadra mobile della questura di Bari dove viene sottoposta ad interrogatorio. Nell'inchiesta, a carico di persone da identificare, vengono ipotizzati i reati di violenza sessuale, violenza privata e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
A quanto si è saputo, nella denuncia la ventottenne ha descritto nel dettaglio i riti praticati dai suoi conoscenti durante le messe sataniche, e avrebbe descritto sia le varie correnti del satanismo (razionalista, occultista, acido e luciferismo) a cui erano dediti i suoi compagni, sia particolari su messe nere e riti satanici fatti - ha riferito - leggendo il Vangelo al contrario.

TREDICENNE INCINTA DOPO ABUSI, ARRESTATO AMICO DI FAMIGLIA
Un operaio albanese di 38 anni, residente a Cassano delle Murge, in possesso di regolare permesso di soggiorno, è stato arrestato stamani in esecuzione di un provvedimento emesso dal gip, in quanto ritenuto responsabile di violenza sessuale aggravata continuata in danno di una tredicenne. Le indagini dei militari erano state avviate in seguito al ricovero - a causa di un malore - presso il reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale «Miulli» di Acquaviva delle Fonti, di una ragazzina di nazionalità romena, regolarmente residente in un comune della provincia del sud Barese.
I carabinieri, informati dagli stessi medici, hanno accertato che la tredicenne era in stato interessante trovandosi già al quarto mese di gravidanza. Con l'ausilio di personale specializzato ed una volta superato il comprensibile imbarazzo della minore, gli investigatori hanno scoperto che l'operaio albanese, amico dei genitori della ragazzina, in varie occasioni aveva più volte abusato sessualmente di lei. Si è accertato inoltre che la ragazza veniva continuamente minacciata affinché non rivelasse nulla delle violenze subite.

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