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Martedì 19 Settembre 2017 | 22:51

Operaio tunisino uccide italiano a coltellate

La lite a Torino. La vittima è Giuseppe Tammone, nato a Foggia ma residente nel capoluogo piemontese di 37 anni. I due uomini erano vicini di casa, forse il litigio per vecchi dissapori
TORINO - Un uomo di 37 anni, Giuseppe Tammone, nato a Foggia e residente a Beinasco (Torino), è stato ucciso nella notte a coltellate da un tunisino, arrestato poco dopo l'accaduto dai carabinieri. Secondo quanto finora accertato, i due sono entrambi operai, abitavano nella stessa via e si frequentavano da qualche tempo, ma litigavano spesso, sia in strada sia nel bar del paese.
Il delitto è avvenuto intorno all'una, quando Tammone è andato a citofonare al tunisino. Quest'ultimo è sceso in strada ed è nata un'accesa discussione, che si è conclusa con le coltellate da parte dell'immigrato. Tammone, colpito al cuore, è stato soccorso subito, ma ormai era privo di vita. A chiamare il 118 e i carabinieri sono stati alcuni residenti. Mentre i militari raggiungevano il posto è arrivata però anche una telefonata al 112 da parte del tunisino stesso, che ha raccontato sconvolto il suo gesto.
L'immigrato verrà sentito in mattinata dai carabinieri e dalla magistratura., dalle prime indiscrezioni sembra che dietro c' è una storia di dissapori, insulti, ma anche di frequentazioni e ubriachezza all'origine dell'omicidio di Giuseppe Tammone accoltellato nella notte dall'operaio tunisino Naucer Ben Amor Abbassi, di 33 anni, sposato con un'italiana.
I due, entrambi sposati, abitano in via Mirafiori, a Beinasco, e l'assassinio è avvenuto proprio a metà strada tra i due portoni di casa che distano poche decine di metri.
L' extracomunitario è ora sotto interrogatorio da parte del pubblico ministero torinese Stefano Castellani. «Due settimane fa - hanno riferito i carabinieri della Compagnia di Moncalieri che conducono le indagini - Abbassi ha querelato Tammone dopo un violento litigio con insulti e botte». I due erano ubriachi. Il motivo del dissidio non è ancora chiaro ed è oggetto proprio dell'interrogatorio. Subito dopo la cattura Abbassi ha raccontato: «Ieri notte Tammone mi ha telefonato per chiedermi di ritirare quella querela. Abbiamo discusso e gli ho detto che avrei potuto farlo. Sono poi andato a dormire e lui mi ha citofonato. Sono allora sceso in strada in pantofole ed abbiamo ripreso a litigare». Il tunisino era armato con un coltellaccio da cucina col quale ha colpito al cuore l'italiano, operaio in mobilità. Con la vittima forse c'era un'altra persona che non è ancora stata identificata. Tammone è morto durante il trasporto all'ospedale San Luigi di Orbassano. Il tunisino in un primo tempo è fuggito, poi però ha chiamato il 112 confessando il delitto: «Ho ucciso un uomo a Beinasco in via Mirafiori», senza però fornire le proprie generalità. È poi tornato sul luogo del delitto, dove i carabinieri lo hanno arrestato. L'arma è stata trovata poco distante a terra, macchiata di sangue e col manico frantumato.

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