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Martedì 26 Settembre 2017 | 02:08

Mussi: la ricerca è carta vincente

Così il ministro dell'Università e Ricerca, Fabio Mussi, in una conferenza stampa tenuta prima della cerimonia inaugurale dell'anno accademico dell'Università di Bari
BARI - «La risorsa principale, l'asso che l' Italia ha nel mazzo di carte con cui può condurre la partita nei prossimi anni si chiama formazione, università e ricerca scientifica». Lo ha detto il ministro dell'Università e Ricerca, Fabio Mussi, in una conferenza stampa tenuta prima della cerimonia inaugurale dell'anno accademico dell' Università di Bari.
«Il nostro Paese - ha proseguito Mussi alla presenza dei rettori delle Università pugliesi e del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola - è ad un passaggio molto complicato e difficile. La situazione della finanza pubblica richiede un forte e rapido aggiustamento e sapete che il governo con la Legge Finanziaria si propone in un anno di riportare sotto controllo gli indicatori macroeconomici, il che comporterà una certa serie di sacrifici. Tuttavia questo governo resta fermo al punto: il nostro è un Paese che ha problemi finanziari ma ha molte risorse e molte energie da spendere per il futuro. La risorsa principale, l'asso che l' Italia ha nel mazzo di carte con cui può condurre la partita nei prossimi anni si chiama formazione, università e ricerca scientifica. Questa maggioranza manterrà nella legislatura il suo impegno».

«Oggi il sistema universitario - ha affermato Mussi - dispone del 20% in meno di risorse rispetto a cinque anni fa. Quando vedo i giovani di destra contestarmi mi sembra abbiano un forte senso dell'umorismo. Questa riduzione di risorse non ha sviluppato le virtù ma piuttosto l'arte di arrangiarsi».
«Mi viene in mente - ha proseguito - che chiunque usa luoghi comuni sbaglia. Chiunque rappresentasse il sistema come il paradiso in terra e un sistema efficiente sbaglia; chi lo rappresenta come una specie di inferno istituzionale, sbaglia e anche di più. Credo che la rappresentazione catastrofica del nostro sistema viene in genere usata per sostenere la linea della riduzione delle risorse. E' sbagliata l'idea che, riducendo le risorse all'università e alla ricerca, aumenti l'efficienza».
Il ministro ha sottolineato che nella Finanziaria e nei decreti di accompagnamento «ci sono due cose importanti: la prima è il complesso di norme che ho voluto chiamare il 'pacchetto serieta" che frena la proliferazione e la frammentazione fuori controllo; la seconda è l'istituzione dell'agenzia della valutazione, dopo 15 anni di discussione, in modo che si sposti l'asse del governo dell'università e della ricerca dal controllo delle procedure alla verifica dei risultati».

ESISTE ANCHE UNA QUESTIONE ETICA
«Esiste una questione etica che naturalmente non può coinvolgere e travolgere tutta la nostra università». Lo ha detto il ministro dell'Università e Ricerca, Fabio Mussi, intervenendo alla giornata inaugurale dell'anno accademico 2006-2007 dell'Università di Bari.
«I casi vanno visti esattamente per quello che sono - ha affermato il ministro - e le degenerazioni familistiche, nepotistiche e corruttive vanno combattute con straordinaria energia per due ragioni: primo perchè il danno che si procura all'intera università italiana è enorme, e secondo perchè chi è addetto alla cultura e alla scienza dovrebbe avere una responsabilità raddoppiata verso il proprio Paese e quindi sentire i doveri di condotte etiche con una particolare sensibilità».
Diverse università, ha riferito il ministro, hanno approvato o stanno approvando codici etici. «Credo - ha detto - che questo sia un segno positivo. Può capitare che un figlio insegni nello stesso istituto del padre, ma è la frequenza statistica che provoca sospetti. La statistica è una scienza poderosissima. Ho ricevuto da un'università, non dico quale, l'elenco di una decina di figli e nipoti che hanno vinto concorsi nella stessa università negli ultimi mesi. Trovo altamente improbabile che la natura sia stata così prodiga in quelle particolari famiglie». Il ministro ha confermato che il Miur si costituirà parte civile in tutti i casi in cui emergono violazioni di legge.

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