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Domenica 22 Ottobre 2017 | 08:31

Sel nel caos, Vendola «Dare le dimissioni? Resto a disposizione»

ROMA – "Il mio ruolo di leader è da sempre a disposizione, per me si tratta di una fatica supplementare" rispetto a quella di essere presidente della regione Puglia. Così Vendola al termine della Segreteria nazionale di Sel. La rottura è cosa fatta. "Per Sel oggi è il giorno più difficile, sono molto dispiaciuto e dico a coloro che abbandonano che è un errore politico". Oggi si sono dimessi da Sel Claudio Fava, vicepresidente dell’Antimafia, e Gennaro Migliore, capogruppo alla Camera. Nichi: «No al governo Renzi»
Sel nel caos, Vendola «Dare le dimissioni? Resto a disposizione»
ROMA – "Il mio ruolo di leader è da sempre a disposizione, per me si tratta di una fatica supplementare" rispetto a quella di essere presidente della regione Puglia. Così, Nichi Vendola, risponde al termine della Segreteria nazionale di Sel, a chi gli chiede se si dimetterà.

La rottura, nel partito di Nichi, è cosa fatta. "Per Sel oggi è il giorno più difficile, sono molto dispiaciuto e dico a coloro che abbandonano che è un errore politico".

 Oggi si sono dimessi da Sel Claudio Fava, vicepresidente dell’Antimafia, e Gennaro Migliore, capogruppo alla Camera.  

Gennaro Migliore prende atto dell’"inagibilità" di una convivenza nel partito e precede le inevitabili richieste di "riallineamento", dimettendosi da Sel.

In una lunga lettera inviata al presidente Nichi Vendola, l’ex capogruppo spiega e motiva la sua decisione, preceduta ieri dalle dimissioni dalla presidenza del gruppo alla Camera: "Oggi non sarò presente alla riunione del coordinamento nazionale che, tra i punti all’ordine del giorno, discuterà delle mie dimissioni da capogruppo di Sel alla Camera. È una decisione che ho preso nelle ultime ore e che ha a che vedere con l’interruzione del reciproco rapporto di fiducia che è seguito alla discussione nel gruppo parlamentare sul decreto Irpef e al successivo voto parlamentare".

"Al momento del voto nel gruppo -scrive ancora Migliore- ho inteso rassegnare le mie dimissioni poiché non condividevo la proposta di astenerci, per poter esprimere in piena libertà il mio pensiero, ovvero che un provvedimento che contiene una misura di sostegno a 10 milioni di lavoratori, come quella degli 80euro e altri positivi provvedimenti, dovesse far parte delle nostre rivendicazioni e che, se fossimo stati al governo, noi stessi avremmo promosso. Successivamente il gruppo ha votato seguendo l’indicazione maggioritaria espressa al suo interno, a parte due astensioni motivate 'in rappresentanza di altrì".

"Tale votazione è stata prima rivendicata e poi additata come un grave errore politico, fino al punto di accusare il gruppo stesso di 'sequestrare la linea del partitò". Se con queste espressione si intendesse dire che "'l’intenzionè di chi propone di votare a favore di un provvedimento sia la premessa per cambiare l’opzione politica voluta dalla maggioranza, si sta distorcendo la realtà, anche perché tra coloro i quali si sono espressi per il si al provvedimento non c'è un automatismo tra quella scelta e il ragionamento sulla collocazione rispetto al governo".

"Per me -ha continuato Migliore- si è rotto ieri un vincolo di fiducia e quindi ho definitivamente compreso quanto sarebbe stata 'inagibilè una posizione politica dentro il mio partito se essa fosse stata continuamente letta alla luce di una profezia che si auto avvera. Non è giusto che tale fibrillazione permanente "disorienti" i militanti, che sono la prima risorsa di Sel, e nel corpo largo del partito. Non è nemmeno giusto che la mia posizione venga descritta da alcuni come quella di un sabotatore".

"Ho però cambiato idea, ieri definitivamente, sulla possibilità che mie posizioni siano compatibili con l’appartenenza al nostro partito. Mi fermo prima. Prima che qualcuno mi chieda improbabili 'riallineamentì. Prima che alla prossima occasione di dissenso riparta il processo mediatizzato e le accuse di sequestrare la linea. Perciò rassegno le mie dimissioni irrevocabili dal coordinamento nazionale, da tutti gli organismi in cui sono stato eletto e dal partito stesso". "Ringrazio tutte le compagne e i compagni, in particolare Nichi e Nicola, per tutti questi anni di vita politica vissuta intensamente. Per la mia storia, la mia provenienza, non vado 'dove mi porta il cuorè ma, come scrive Pascal, non vagheggiando sentimentalismi ma facendo appello all’impegno personale, "il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce".

Porto con me solo il mio libero convincimento di uomo di sinistra e la passione per un’idea della buona politica che ho imparato anche grazie a voi", conclude Migliore. 

"Spero - ha poi detto Vendola - che, se continua il tempo maledetto delle fratture, non continui quello delle contumelie. Se ne vanno compagni straordinari come Migliore, dirigente tanto stimato da indicarlo come capogruppo. Per me è come un figlio e provo dolore per una perdita forte dal punto di vista umano e politico".

Vendola ha poi ribadito che "l'oggetto della contesa sviluppata negli ultimi mesi ha a che fare su ciò che debba essere la sinistra in questo paese, anche nei confronti di un governo che ha un premier dotato di una straordinaria narrazione e di capacità di consenso. Noi siamo una forza di sinistra e non vogliamo smarrire la bussola. Immaginare che questa bussola possa portare a sostenere il governo Renzi è uno sbandamento, è andare fuori strada".

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Commenti all'articolo

  • Filosofo

    26 Agosto 2017 - 23:11

    Con la politica i soldi se li è fatti..... Ora può anche togliersi di torno.....non soffrirà la fame!

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