Venerdì 20 Luglio 2018 | 18:49

Altamura, pregiudicato ucciso in casa davanti alla moglie e al figlio

ALTAMURA - Un giovane pregiudicato è stato ucciso ieri sera nella sua abitazione ad Altamura da un sicario armato con una pistola semiautomatica calibro 7,65 che, dopo essersi fatto aprire la porta di casa, gli ha sparato dinanzi alla moglie al quinto mese di gravidanza e al figlio di due anni. La vittima è Francesco Camisa, di 27 anni, sottoposto a regime di sorveglianza speciale per reati di droga
Altamura, pregiudicato ucciso in casa davanti alla moglie e al figlio
 ALTAMURA - Un giovane pregiudicato è stato ucciso ieri sera nella sua abitazione ad Altamura da un sicario armato con una pistola semiautomatica calibro 7,65 che, dopo essersi fatto aprire la porta di casa, gli ha sparato dinanzi alla moglie al quinto mese di gravidanza e al figlio di due anni.
La vittima è Francesco Camisa, di 27 anni, sottoposto a regime di sorveglianza speciale per reati di droga.

Secondo le prime ricostruzioni investigative, il sicario con il volto coperto da passamontagna, avrebbe suonato il campanello di casa della vittima, al terzo piano di una delle palazzine popolari in piazza generale Alberto Dalla Chiesa, nei pressi di via Selva. Ad aprire la porta di casa all’assassino, mentre Cammissa stava navigando in internet con il suo computer portatile seduto a letto, è stata la moglie. In pochi secondi il killer ha raggiunto la vittima in camera e ha fatto fuoco colpendolo mortalmente con la sua semiautomatica al petto ed alla testa.

Per Francesco Cammisa non c’è stato scampo, è morto immediatamente sotto gli occhi increduli dei suoi familiari che invano hanno chiesto aiuto.

L’assassino, dopo l’esecuzione, è fuggito a piedi facendo perdere le proprie tracce. Sul posto sono immediatamente arrivati i carabinieri della locale stazione, insieme ai colleghi della compagnia, del reparto operativo e del servizio investigazioni scientifiche del comando provinciale di Bari. Sulla scena del crimine è arrivato, anche, il sostituto procuratore della repubblica, della direzione distrettuale antimafia, Marcello Barbanente.

Non c’è ombra di dubbio chi ha sparato lo ha fatto con il chiaro intento di uccidere. A chiarire quale dei due proiettili è stato quello mortale sarà l’autopsia che verrà disposta nelle prossime ore.

Il movente dell’omicidio potrebbe essere legato ad un regolamento di conti tra clan malavitosi della zona che si contendono il mercato dello spaccio di droga. Non si esclude che l’esecutore materiale dell’efferato omicidio possa non essere del posto, forse un sicario professionista venuto da fuori ed ingaggiato per regolare un conto in sospeso o uno sgarro che andava lavato con il sangue. Al vaglio degli investigatori, anche eventuali collegamenti della malavita locale con la malavita organizzata campana del cla dei Casalesi. In queste ore vengono passate a setaccio ed analizzati dagli inquirenti, per cercare di dare una identità al killer e ai suoi complici che lo avrebbero aiutato nella fuga, i filmati delle videocamere di sorveglianza posizionate in tutta la zona. [Nicola Mangialardi]

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