Martedì 17 Luglio 2018 | 08:13

Scacco a clan Scu 32 arresti a Taranto Gip: prove certe su mafiosità

TARANTO – Le indagini, avviate nel 2011 dai carabinieri del nucleo investigativo del Reparto operativo di Taranto e dirette dalla Dda di Lecce, hanno – secondo l’accusa - permesso di delineare un organigramma criminale di tipo mafioso operante nell’area occidentale ed orientale della provincia ionica ed in particolare nei comuni di Crispiano, Statte, Lizzano, Pulsano e Torricella
Scacco a clan Scu 32 arresti a Taranto Gip: prove certe su mafiosità
TARANTO – Un’ordinanza di custodia cautelare è stata notificata dai carabinieri del comando provinciale di Taranto a 32 indagati ritenuti affiliati ad un’associazione per delinquere di tipo mafioso legata alla Sacra Corona Unita. Gli arrestati sono anche accusati di aver preso parte al traffico e allo spaccio di cocaina, eroina ed hashish, con l’aggravante della disponibilità di armi, munizioni e materie esplodenti. Sono state seguite numerose perquisizioni con l’ausilio anche di cani antidroga e addestrati nella ricerca armi ed esplosivi. All’operazione, eseguita su disposizione della Dda di Lecce, hanno partecipato circa 150 militari con l’ausilio di un elicottero dell’Arma.

Le indagini, avviate nel 2011 dai carabinieri del nucleo investigativo del Reparto operativo di Taranto e dirette dalla Dda di Lecce, hanno – secondo l’accusa - permesso di delineare un organigramma criminale di tipo mafioso operante nell’area occidentale ed orientale della provincia ionica ed in particolare nei comuni di Crispiano, Statte, Lizzano, Pulsano e Torricella. A capo dell’organizzazione sarebbero stati il crispianese Francesco Locorotondo e i fratelli lizzanesi Cataldo e Giovanni Giuliano Cagnazzo. Le attività tecniche hanno consentito di accertare che la principale attività del gruppo criminale era il traffico di sostanze stupefacenti e che, per il conseguimento delle finalità dell’associazione, i partecipanti avevano la disponibilità di armi e materie esplodenti. Capo indiscusso del omonimo gruppo criminale, secondo gli investigatori, è Francesco Locorotondo, boss della vecchia mala tarantina, dotato del grado malavitoso di 'Medaglione con Catena', massimo livello di affiliazione alla Sacra Corona Unita.

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