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Sabato 23 Settembre 2017 | 21:56

Bari - Occupato il Petruzzelli

Francesco Garibaldi, figlio di una delle eredi ed ex proprietaria del Teatro Petruzzelli, espropriato di recente per legge, ha occupato alcuni locali dell'edificio per chiedere al governo che venga abrogata la norma approvata nel decreto fiscale collegato alla Legge finanziaria che ha avviato le procedure di esproprio
BARI - «Non uscirò di qui - ha detto raggiunto al telefono - finchè non cambieranno la legge». Garibaldi è entrato da un ingresso laterale del Teatro, (che è chiuso dal giorno dell'incendio che ne distrusse gli interni il 27 ottobre del 1991), e ha raggiunto alcuni locali che non furono toccati dalle fiamme e che sono attigui ad un noto circolo cittadino.
Garibaldi, che ha detto di avere nella sua azione il sostegno di tutta la famiglia Messini-Nemagna ex proprietaria dell'immobile, ha annunciato per il pomeriggio una conferenza stampa nella quale illustrerà le ragioni della protesta.
La famiglia Messeni-Nemagna ha anche scritto una lettera al Presidente del Consiglio, Romano Prodi, chiedendo l'abrogazione della norma sull'esproprio, così come peraltro nei giorni scorsi era stato chiesto in un' interrogazione da alcuni parlamentari di maggioranza e di opposizione.

Francesco Garibaldi è figlio di Vittoria Messeni-Nemagna, una delle eredi del Teatro e proprietaria (fino all'esproprio), del 25% dell'immobile. La famiglia si oppone all'esproprio e contesta la legittimità del decreto che lo ha attivato. In particolare, sottolinea Garibaldi, «contestiamo il fatto che il decreto che si espropria in favore del Comune di Bari riguardi non solo il Teatro ma tutti i locali commerciali che fanno parte dell'immobile e che con il teatro non centrano». Questi locali, che furono lasciati intatti dalle fiamme che distrussero solo il cuore del Teatro, sono al momento in parte fittati ospitano o hanno ospitato un circolo cittadino, bar e in passato anche un negozio di parrucchieri.
Il 21 novembre del 2002 dopo una intricata trattativa, durata 11 anni, con la mediazione del Ministero per i Beni culturali, la famiglia Messeni-Nemagna firmò con il Comune, la Provincia di Bari e la Regione Puglia un protocollo d'intesa che stabiliva la fine di ogni contenzioso e l'affidamento ad una fondazione costituita dai tre enti pubblici della ricostruzione e gestione del Teatro. Nell'intesa si stabiliva che il Teatro sarebbe stato ricostruito entro quattro anni da quell'accordo (termine scaduto nel novembre scorso), che la fondazione avrebbe gestito per 40 anni il teatro riconoscendo alla famiglia un indennizzo di 500mila euro all'anno (e che successivamente il teatro sarebbe stato restituito ai Messeni-Nemagna).
Al momento sono stati restaurate in fase successive alcune parti dell'immobile: sono stati ricostruiti il tetto e la cupola e restaurato il foyer, mentre platea e palcoscenico restano un cratere vuoto.

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