Cerca

Venerdì 22 Settembre 2017 | 03:01

Bari - Ragazzini arruolati tra i trafficanti

L'organizzazione agiva tra Bari e provincia, poteva contare su «sommelier» che assaggiavano la droga e parlavano per telefono con un complesso codice. Una rete di contatti legava i clan
BARI - Un'organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti alla quale - secondo l'accusa - partecipavano in modo organico anche due quindicenni, è stata smantellata dai carabinieri del comando provinciale di Bari che stanno eseguendo 20 arresti tra Bari, Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Cassano delle Murge e Santeramo in Colle.
I provvedimenti cautelari sono firmati dal gip del Tribunale di Bari Michele Parisi, che ha accolto le richieste del pm inquirente della Dda Desirè Digeronimo. La posizione dei due quindicenni, indagati a piede libero, è invece al vaglio del Tribunale per i minorenni di Bari. I reati contestati sono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti aggravato dalla detenzione di armi, e spaccio di eroina e cocaina, delitti compiuti ad Acquaviva delle Fonti, Casamassima e Santeramo in Colle, territori in cui - secondo la Dda - i traffici illeciti erano controllati dal sodalizio.
Secondo quanto accertato dai militari, l'organizzazione, che aveva una struttura piramidale, era collegata al clan mafioso barese Telegrafo, operante nei rioni San Paolo e Libertà del capoluogo, che provvedeva ad assicurare l'approvvigionamento dello stupefacente.

Dalle indagini è emerso che alcuni 'sommelier' e abili assaggiatori tossicodipendenti testavano la qualità della droga e subito dopo riferivano per telefono ai loro superiori l'esito della degustazione: le telefonate erano tutte in codice e facevano riferimento all'attività di spaccio di droga. Il «vino nero» era l'eroina, quello «bianco» la cocaina, i «documenti» era il danaro, «piccolina e cavallo» erano le armi a disposizione.

Le indagini - secondo i carabinieri della compagnia di Gioia del Colle - hanno permesso di accertare che il gruppo aveva un volume d'affari di svariate migliaia di euro al giorno e un carnet di clienti nel quale rientravano ristoratori, commercianti, rappresentanti di commercio, titolari di negozi, studenti, autotrasportatori, impiegati e professionisti.
A capo dell'organizzazione c'era - secondo la Dda di Bari - il barese Simone Schingaro, che aveva due referenti di zona: Giuseppe Castellino, a Casamassima, e Sebastiano Capozzo ad Acquaviva delle Fonti. Tra i presunti componenti di rilievo dell'organizzazione, il pluripregiudicato Giuseppe Leontino, di 48 anni, di Cassano delle Murge (Bari), ucciso in un agguato compiuto con colpi di pistola il 10 marzo 2006.
La pericolosità dei componenti dell'organizzazione è resa evidente dal fatto che uno degli arrestati, detto 'U Baruni', lo scorso inverno ebbe la spudoratezza di andare in Caserma, ad Acquaviva delle Fonti, per protestare per l'arresto di alcuni suoi 'collaboratorì colti in flagranza di spaccio. Tanto veemente fu la protesta che venne a sua volta arrestato per resistenza a pubblico Ufficiale.

Secondo quanto accertato dai militari, l'organizzazione sarebbe una struttura satellite di quella di stampo mafioso del clan Telegrafo, attivo nel quartiere San Paolo di Bari.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione