Cerca

Sabato 23 Settembre 2017 | 13:12

Il giallo dei clandestini sul veliero

A bordo c'erano 50 iracheni tra uomini, donne e bambini, e tutti sono stati messi in salvo da Capitaneria di porto e Gdf nel Salento. S'è poi scoperto che la barca a vela è di due russi residenti negli Usa
Delma, il veliero dei clandestini LECCE - E' denominata Delma, modello Beneteau 50, ed è un'imbarcazione a vela che ha partecipato ad importanti regate internazionali: come possa essere finita in mano a scafisti per trasportarvi 50 clandestini resta invece un mistero. E' questo uno dei particolari su cui stanno indagando i militari della Guardia di finanza di Lecce dopo il salvataggio compiuto ieri sera da unità della capitaneria di porto di Gallipoli al largo di Sant'Isidoro, nelle acque salentine.
Invece del solito barcone malandato, forze dell'ordine e soccorritori si sono trovati al cospetto di una imbarcazione di lusso carica di profughi (22 uomini, 12 donne e 16 bambini, quasi tutti di nazionalità irachena che avrebbero chiesto asilo politico) che si era incagliata dopo che gli scafisti - pare quattro, secondo le testimonianze di alcuni clandestini - l'avevano abbandonata, forse temendo di essere scoperti, fuggendo a bordo di un piccolo tender. La Delma, lunga 14,90 metri e larga 4,80, è stata costruita nel 1995, ha partecipato nel 2005 alla ventesima edizione del Rally Atlantic Cruiser, la regata transoceanica più lunga al mondo, e batte bandiera statunitense; è anche dotata di un motore entrobordo. Da un primo esame dei documenti di bordo l'imbarcazione risulta intestata a due russi residenti negli Stati Uniti, Vladimir Prosianik e Igor Kholkin, e in dotazione alla compagnia Sail Cruiser Corporation di Dover, capitale dello Stato del Delaware (Usa).
Gli investigatori ritengono probabile che l'imbarcazione di lusso, il cui valore sfiora i 300.000 euro ed è ora sotto sequestro ormeggiata nel porto peschereccio di Porto Cesareo, sia stata rubata dagli scafisti. A bordo, oltre ai documenti, sono stati trovati banconote irachene, un cellulare vecchio modello di fabbricazione irachena, alcune carte Sim per cellulari e la chiave di un'auto Fiat, che forse sarebbe dovuta servire agli scafisti una volta ultimato lo sbarco di clandestini. Intanto sono stati dimessi dall'ospedale di Copertino (Lecce) i profughi ricoverati ieri sera perchè in stato di ipotermia a causa del lungo viaggio e del freddo. Tra di loro ci sono anche una donna al settimo mese di gravidanza e un neonato di pochi mesi.
Alla capitaneria di porto di Gallipoli confermano intanto che è la prima volta che un'imbarcazione di clandestini compare in quella zona del Salento, risalendo a nord il golfo di Taranto. Resta da capire se sia stata una necessità temporanea degli scafisti oppure se sia il segnale che qualcosa sta cambiando anche nelle rotte di mare dei clandestini.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione