Cerca

Giovedì 21 Settembre 2017 | 05:27

Presi "tombaroli" con le grinfie su d'un tesoro

Colti in flagranza dalla Guardia di Finanza della Compagnia di Barletta mentre riportavano in superficie manufatti di epoca romana in una zona sottoposta a vincolo archeologico
BARI - Numerosi reperti archeologici di notevole interesse storico-artistico, appena estratti da una sepoltura di un ipogeo, sono stati recuperati da militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Barletta in agro di Canosa di Puglia, in provincia di Bari. I tre "tombaroli", colti in flagranza mentre riportavano in superficie manufatti di epoca romana, hanno eseguito scavi non autorizzati in una zona sottoposta a vincolo archeologico. I reperti sequestrati, in tutto 46 pezzi, costituiscono un insieme omogeneo proveniente da un corredo funebre attribuibile ad epoca Daunia (fine IV secolo avanti Cristo).
Tra di essi si distinguono per il particolare pregio alcune olle a imbuto, diversi "askoi" acromi e alcune ceramiche nere finemente dipinte in superficie. Di particolare interesse è una statuetta fittile con alcuni segni distintivi che la qualificano come personificazione della dea Afrodite seduta sul trono. L'intero sito è stato sequestrato e affidato alla Soprintendenza ai beni archeologici della Puglia. Gli esperti ritengono che al corredo funebre recuperato potrebbero aggiungersi altri ritrovamenti costituiti da ornamenti e armi. I tre "tombaroli" sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Trani per esecuzione illegale di ricerche archeologiche e per impossessamento di beni archeologici.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione