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Martedì 26 Settembre 2017 | 18:32

In Puglia assegno per nuovi nati e disabili

Entro dicembre i soldi per gli interventi - tutti provenienti da risorse regionali - saranno a disposizione dei Comuni che potranno immediatamente fare i bandi
BARI - «La prima dote per i nuovi nati» e l' «assegno di cura per le persone non autosufficienti»: sono le due iniziative nel campo dei servizi sociali varate in via sperimentale in Puglia dalla giunta regionale di centrosinistra guidata da Nichi Vendola. Entro dicembre i soldi per gli interventi - tutti provenienti da risorse regionali - saranno a disposizione dei Comuni che potranno immediatamente fare i bandi.
Presentando oggi ai giornalisti i due provvedimenti insieme con l'assessore ai servizi sociali, Elena Gentile (Ds), il presidente dell'esecutivo pugliese ha spiegato: «Siamo dinanzi ad una risposta concreta rispetto a chi costruisce crociate ideologiche sulla famiglia. Il nostro è un voler accogliere la vita». Entrambi i provvedimenti danno attuazione alla legge regionale sulla riforma del welfare approvata qualche mese fa dalla Regione. Lo strumento della prima dote è il primo del genere varato da una Regione. Il finanziamento complessivo disponibile per il primo anno è di 5 milioni di euro: 200 euro mensili (2.400 euro annuali) a disposizione di oltre 2.000 nuclei familiari, in prevalenza giovani coppie, che, se hanno bambini fino a tre anni di età, potranno ricevere la prima dote. Questa verrà riconosciuta prioritariamente ai nuclei più bisognosi.
«Si tratta di un modo significativamente diverso - ha detto Gentile - di sostenere la maternità e le giovani coppie rispetto alla pratica che si era diffusa negli ultimi tre anni di governo Berlusconi a livello nazionale e negli ultimi due anni di governo Fitto (Fi) a livello regionale, quando una quantità impressionante di risorse è stata utilizzata per dare a tutte le famiglie un contributo una tantum di 1.000 euro, che non possiamo non leggere come la monetizzazione della rinuncia a diritti sociali insostituibili per la vita dignitosa delle famiglie pugliesi».
La somma disponibile per il primo anno è legata alla esigenza di sperimentare correttamente il funzionamento di questo strumento, in attesa anche di capire come saranno utilizzate le risorse che la Finanziaria nazionale sta destinando ai servizi per la prima infanzia (circa 350 milioni di euro). L' intervento della prima dote viaggia, tra l'altro, in stretta connessione con l'attuazione di progetti previsti dai Comuni per la realizzazione di nuovi asili nell'ambito di un piano straordinario per la prima infanzia che la Regione Puglia sta per finanziare con tre milioni di euro.
La Regione, inoltre, sta per bandire altri 16 milioni di euro per progetti pubblici e privati di realizzazione di nuove strutture per la prima infanzia, interventi che saranno messi a regime nell'ambito del Documento strategico regionale 2007-2013 con le risorse dei fondi strutturali destinati proprio ad un programma di interventi molto ampio e articolato sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Presto - ha annunciato Gentile - saranno realizzati in Puglia i primi nidi aziendali: uno all' interno della Seap, l' azienda che gestisce gli aeroporti di Puglia, e l' altro in un' azienda di Candela (Foggia), del gruppo Cicolella, dove, a regime, lavoreranno circa 300 donne.
Ammonta a 10milioni di euro invece la somma a disposizione per l'assegno di cura per le persone non autosufficienti, risorse che in questi giorni vengono trasferite ai Comuni che devono utilizzare lo strumento in modo integrato con gli interventi previsti nei piani sociali di zona. L'assegno avrà un ammontare massimo di 500 euro mensili (6.000 euro annuali) e verrà utilizzato per sostenere il carico di lavoro di cura sostenuto dalle famiglie al cui interno è presente una persona non autosufficiente, anziana o disabile, e per le spese aggiuntive connesse all' acquisto di servizi specifici, oppure da anziani e disabili che vivono soli. Saranno - si calcola - 1.700 i nuclei familiari che in Puglia potranno ricevere l' assegno.
«E' molto significativo che in un quadro di ristrettezze finanziarie - ha detto Vendola - la Regione decida di implementare in un modo significativo gli interventi per la rete dei servizi sociali e lo fa non in un' ottica restauratrice ma riformatrice, con percorsi assolutamente innovativi». «La Puglia - ha concluso Gentile - si conferma come un vero e proprio laboratorio a livello nazionale nel campo dei servizi sociali».

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