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Sabato 23 Settembre 2017 | 21:47

Truffa a scuola: da Taranto 18 arresti

Sgominata dai carabinieri una rete di persone che aveva organizzato falsi concorsi per i bambini delle scuole materne ed elementari della provincia, per poi truffare i loro genitori
Aula scuola MASSAFRA (Taranto) - Allettavano i bambini con un falso concorso di disegno in cui tutti i concorrenti risultavano vincitori e, al momento della consegna dei premi, truffavano i genitori facendo firmare loro contratti per l'acquisto, a caro prezzo, di un'opera multimediale di scarsissimo valore.
La truffa, che ha visto coinvolti numerosi genitori di bambini di scuole materne e elementari della provincia di Taranto, è stata scoperta dopo la denuncia presentata ai carabinieri da due genitori di Massafra.
Le indagini hanno portato all'emissione di 18 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone (dieci in carcere e otto agli arresti domiciliari) accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla estorsione, di falso materiale e sostituzione di persona.
Il meccanismo della truffa - a quanto accertato con le indagini - era abbastanza semplice. Alcuni giovani, selezionati da una delle cinque società indagate (tre con sede a Lecce e due a Taranto), distribuivano fogli bianchi davanti alle scuole invitando i giovani alunni a fare un disegno e a restituire poi il foglio completo dei loro dati anagrafici e di un recapito telefonico. Poco dopo, ai genitori dei giovanissimi - le indagini hanno accertato che tutti i bambini, ovviamente, risultavano vincitori - veniva comunicato che il figlio aveva vinto il concorso ed erano invitati per ritirarlo ad un party organizzato in un albergo della zona. Al momento del ritiro del premio scattava la truffa.
Nel corso delle feste, infatti - è stato reso noto - ai genitori veniva presentata un'offerta "allettante": l'acquisto di un'opera multimediale il cui costo variava dai 3.000 ai 5.000 euro - alla Siae di Milano invece l'opera era sta dichiarata con un valore di circa 10 euro - e per invogliare maggiormente i genitori veniva offerto in regalo un computer del valore dichiarato di 2.000 euro.
Il giorno successivo alla stipula di questo "contratto" veniva installato il computer ma senza gli imballaggi di garanzia in modo da evitare qualsiasi tipo di recessione da parte dell'acquirente. Anzi, nel caso di qualche genitore pentito e diventato «più insistente» nel voler restituire gli oggetti acquistati o si cercava di procrastinare qualsiasi intervento in modo da far scadere i termini legali per il recesso oppure lo si minacciava di azioni legali contro di lui.
Le indagini hanno inoltre accertato che alcuni genitori erano stati indotti in maniera fraudolenta a chiedere finanziamenti a finanziarie colluse con le società venditrici. In alcuni casi i militari hanno stabilito che erano state apposte firme false ad alcuni documenti.
L'intera rete di presunti truffatori è stata ricostruita attraverso intercettazioni telefoniche, acquisizione di documenti, di fatture di alberghi dove gli indagati avevano alloggiato o organizzato "party", e soprattutto dalle denunce e dalle testimonianze di moltissimi genitori coinvolti.
Alle indagini hanno collaborato anche i carabinieri di Palermo e delle Compagnie di Brindisi, Lecce e Campi Salentina (Lecce). Le ordinanze sono state firmate dal giudice del Tribunale di Taranto Bina Santella su richiesta del Pubblico ministero Mariano Buccoliero.

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