Cerca

Lunedì 25 Settembre 2017 | 18:55

I genitori della Cutuli premiano la Sgrena

Durante la quinta edizione del Premio giornalistico nazionale "Maria Grazia Cutuli", riservato agli inviati speciali che ha il patrocinio della Città di San Severo e della Regione Puglia
ROMA - L'abbraccio commosso dei genitori di Maria Grazia Cutuli a Giuliana Sgrena è stato il momento clou della quinta edizione del Premio giornalistico nazionale "Maria Grazia Cutuli", riservato agli inviati speciali. Il Premio, organizzato dal Centro culturale "L.Einaudi" con il patrocinio della Città di San Severo e della Regione Puglia, da quest'anno gode dell'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Per questa edizione - coordinata dal giornalista Pietro Raschillà - il riconoscimento dedicato alla memoria della giovane inviata del Corriere della Sera assassinata cinque anni fa in Afghanistan è stato assegnato a Giuliana Sgrena, inviata speciale del Manifesto, a Francesco Battistini (Corriere della Sera) e a Daniele Mastrogiacomo (Repubblica). Una menzione speciale, riservata a un giornalista locale che si sia distinto nella professione ed abbia onorato la terra di Capitanata in Italia o all'estero, è andata a Giorgiana Cristalli, da nove anni collaboratrice della redazione "Cultura, Spettacoli e Media" dell'Ansa. Giuliana Sgrena, presente alla manifestazione insieme al compagno Pier Scolari, ha presentato il libro "Fuoco amico" in cui racconta la drammatica esperienza del sequestro in Iraq, la liberazione e l'uccisione del funzionario del Sismi Nicola Calipari. "Fuoco amico" presto diventerà anche un film con la regia di Enzo Monteleone. Ancora in via di definizione il cast della pellicola, destinata al grande schermo. Qualche rallentamento sulla lavorazione è dovuto a problemi legati ai finanziamenti. Si dovrebbe trattare comunque di una coproduzione internazionale. Un retroscena: Sharon Stone ha contattato Giuliana Sgrena per proporle di fare un film sulla sua vicenda, ma il progetto è naufragato. «Dagli Stati Uniti - spiega la giornalista del Manifesto - sono arrivate più proposte per produrre il film, ma con la richiesta di imporre il punto di vista americano sul finale», sulle scene che riguardano l'agguato e la morte di Calipari. Una proposta chiaramente inaccettabile, mentre si attende che la Magistratura faccia chiarezza su quello che accadde a Baghdad il 4 marzo del 2005 e vengano fuori i nomi dei responsabili poichè - conclude Sgrena - «Mario Lozano (il soldato americano che sparò a Calipari ndr) non può essere l'unico capro espiatorio».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione