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Lunedì 25 Settembre 2017 | 03:00

Energia - Campania e Puglia regine del vento

L'Associazione nazionale energia del vento (Anev) presenta un dossier che traccia lo stato dell'arte dell'eolico in Italia (documento che sarà poi inviato a ministri e Governo). Con questa fonte rinnovabile l'Italia potrebbe risparmiare fino a 24 miliardi di euro. Nel nostro Paese ci sono 2.322 aerogeneratori di cui 558 in Campania e 472 in Puglia. La Basilicata ne ha 155
ROMA - Solo con l'energia eolica l'Italia potrebbe risparmiare fino a 24 miliardi di euro. A fare i conti è l'Associazione nazionale energia del vento (Anev) secondo cui 15 miliardi di euro arriverebbero dai costi evitati di petrolio dal 2001 al 2102, mentre oltre 8,8 miliardi di euro sono le penalità che eviteremmo di pagare grazie al rispetto del Protocollo di Kyoto. L'associazione ha infatti presentato un dossier che traccia lo stato dell'arte dell'eolico in Italia. Il documento sarà poi inviato a ministri e Governo.
In Italia, al 30 giugno, la potenza eolica installata è di quasi 1.800 MW contro i 1.702 MW del 2005 e una previsione per la fine anno di 2.200 MW. Le prospettive di crescita indicano in 9.500 i MW installati al 2012 (3.300 nel 2007; 4.500 nel 2008; 5.800 nel 2009; 7.100 nel 2010; 8.300 nel 2011). All'obiettivo 2012, la produzione di energia dal vento arriverà, secondo il piano di crescita, a 17 miliardi di kWh pari al 18,1% sul totale prodotto dalle rinnovabili (94 miliardi di kWh).
In Italia a oggi ci sono 2.322 aerogeneratori di cui 558 solo in Campania, a ruota la Puglia con 472, Sicilia (401), Sardegna (357), Abruzzo (243), Basilicata (155), Molise (95), Emilia Romagna (10), Liguria (6), altre regioni (25).

CAMPANIA E PUGLIA 'REGINE' DELL'ENERGIA DAL VENTO
In termini di potenza istallate, al 30 giugno, era la Campania a guidare la classifica con 418,95 MW, seguita da Puglia (347,60), Sardegna (347,06), Sicilia (313,67) e Abruzzo (155,12). Secondo i dati dell'Anev la produzione di energia eolica pari a 14 miliardi di chilowattora (obiettivo al 2010) significherebbe ridurre le emissioni in atmosfera di 15 milioni di tonnellate di CO2 all'anno e garantire il risparmio di circa 55 miliardi di barili di petrolio.
Secondo l'associazione degli operatori dell'eolico, però, restano preoccupazioni «per i ritardi accumulati dal nostro Paese nel ricorso alla fonte rinnovabile eolica che nel mondo continua a crescere con tassi del 25% all'anno». Tanto più che l'Italia ha assunto l'impegno in sede internazionale di raggiungere il 25% di energia da fonti rinnovabili entro il 2010. Per raggiungere questi obiettivi, sottolinea l'Anev, devono essere rimossi tutti ostacoli che impediscono lo sviluppo dell'eolico.

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