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Martedì 26 Settembre 2017 | 22:09

Dissesto Taranto, s'insediano i liquidatori

Trasparenza, legalità ed efficienza: sono le tre parole d'ordine lanciate da Francesco Boccia nella sua veste di presidente dell'organo straordinario di liquidazione
TARANTO - Trasparenza, legalità ed efficienza: sono le tre parole d'ordine lanciate stasera dal responsabile del dipartimento economico di Palazzo Chigi Francesco Boccia nella sua veste di presidente dell'organo straordinario di liquidazione del Comune di Taranto, ente dichiarato in dissesto finanziario il 17 ottobre scorso dal commissario Tommaso Blonda.
Boccia si è insediato insieme agli altri due commissari liquidatori, Mario Pazzaglia e Giuseppe Caricati, e subito dopo i tre, insieme al prefetto di Taranto Francesco Alecci e allo stesso Blonda, hanno tenuto una conferenza stampa in prefettura. Le tre parole d'ordine, dunque. Serve trasparenza, ha detto Boccia, perchè «questo deve essere il codice di comportamento della pubblica amministrazione». Serve anche legalità perchè «la nostra attività di liquidatori si incrocerà inevitabilmente con le indagini della magistratura» (sono salite ad oltre 20 le inchieste aperte sull'operato negli ultimi sei anni delle giunte di centrodestra, sindaco la forzista Rossana Di Bello). Ma servirà pure efficienza perchè la città «ha bisogno di risposte veloci. Tra passato e futuro - ha spiegato Boccia - c'è una frattura e questo vuoto va riempito con la presenza delle istituzioni».
Per risalire la china Taranto avrà bisogno comunque del governo nazionale, e per questo motivo è stato già fissato per il primo dicembre un vertice a Palazzo Chigi che sarà coordinato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta. Ciò non toglie, ha ricordato Boccia, che per Taranto si prospetta «un percorso doloroso e complesso». A parlare sono le cifre del deficit, a cominciare dai 357 milioni di euro comprendente disavanzo di gestione al 2005 e debiti fuori bilancio accertati o in fase di accertamento. Cifra destinata a salire, visto che proprio in questi giorni l'Acquedotto pugliese ha reso noto di essere creditore nei confronti del Comune di 13 milioni di euro.
Boccia ha anche manifestato preoccupazione per il rischio che l'agenzia di rating Fitch dichiari il fallimento del Comune di Taranto per i mancati rimborsi di mutui e prestiti. «Se ciò avvenisse - ha spiegato - passerebbe il concetto che anche un Comune e quindi la pubblica amministrazione possono fallire. E questo avrebbe ripercussioni serie, più in generale, anche sul mercato finanziario».
I commissari liquidatori del Comune cercheranno di censire in 180 giorni la massa passiva, comprendente tutti i debiti sino al 31 dicembre 2006, mentre i creditori potranno chiedere dai primi giorni di gennaio 2007 di essere ammessi allo stato passivo.

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